martedì 31 ottobre 2006

I problemi della scuola italiana

Oggi ho letto questo bellissimo articolo del prof. Panebianco. Sinteticamente e con una certa chiarezza fa le lastre al nostro agghiacciante sistema scolastico. Inoltre, vengono portati avanti due miei cavalli di battaglia: 1) nessuno sarà mai in grado di mettere mano a questo settore e 2) alla gente non frega un cazzo se il nostro sistema educativo è alquanto vergognoso.
Consiglio vivamente la lettura.


"Poiché le vicende della scuola suscitano sempre scarso interesse, pochi hanno lamentato che la contestata Finanziaria del governo Prodi preveda l'assunzione in tre anni di centocinquantamila precari. Negando così due esigenze: ridurre la spesa pubblica e assumere insegnanti bravi anziché «collocare» precari. A onor di verità, qualche commentatore aveva colto per tempo l'esistenza del problema. È giusto ricordare, ad esempio, che quest'estate un importante sostenitore del governo, Eugenio Scalfari ( La Repubblica, 25 agosto), considerato il numero abnorme di docenti (rispetto agli altri Paesi europei), sollevava l'esigenza di «parametrare il numero degli insegnanti nelle scuole medie sulla consistenza degli alunni».Sul Corriere del 27 ottobre Gianna Fregonara ha riportato i dati Ocse sullo stato dell'istruzione nei diversi Paesi e il giudizio impietoso che dall'Ocse arriva sulla qualità della scuola in Italia. In un altro Paese ciò sarebbe materia di scandalo, l'opinione pubblica fremerebbe e la classe politica cercherebbe un rimedio. Ma siamo in Italia: qui il governo vero della scuola, da almeno un trentennio, è delegato a un'alleanza di ferro fra burocrazia ministeriale e sindacati. Con risultati pessimi e nel disinteresse generale.Per capire come viene trattata l'istruzione basti considerare che nella Finanziaria è contenuta, nel silenzio o nella disinformazione di quasi tutti, una vera e propria riforma occulta della scuola (un'eccellente analisi è reperibile nel sito dell'Associazione docenti italiani). Non è prevista solo l'assunzione di un esercito di precari, che rende inutile ciò che è stato fatto in questi anni dalle Università, con le scuole di specializzazione, al fine di formare insegnanti di qualità. Si liquida, nel silenzio, gran parte della riforma Moratti, anche in ciò che aveva di più valido (come il doppio canale, scolastico e professionale, tanto detestato da sindacati e sinistra estrema). Si innalza poi l'obbligo scolastico (e non dovrebbe certo essere la Finanziaria a farlo), come previsto, è vero, dal programma dell'Ulivo, ma soprattutto con l'evidente intento, comprovato da dichiarazioni in tal senso di esponenti del governo, di salvaguardare e ampliare i già gonfiatissimi organici. Si lascia infine al Ministero la possibilità di fare della scuola tutto ciò che vorrà, demandandogli il compito di intervenire con venti decreti attuativi sui temi più disparati.A parte la scorrettezza di affidare alla Finanziaria la riforma della scuola lasciando all'oscuro il Paese, è la sostanza che deve preoccupare. Viene abbandonata ogni ipotesi di professionalizzazione degli insegnanti e di innalzamento della qualità dell'insegnamento e della preparazione degli alunni. Addirittura (c'è anche questa perla), si arriva di fatto a ingiungere agli insegnanti del biennio di ridurre del dieci per cento il numero dei bocciati al fine di contenere i costi.La scuola resta, anche con questo governo, ciò che è da un trentennio: una mastodontica e inefficiente struttura al servizio più della corporazione che vi lavora (ma con grande frustrazione degli insegnanti bravi che pure ci sono) che degli utenti. Una struttura nella quale, con i fallimentari risultati che l'Ocse documenta, non si deve muover foglia che il sindacato non voglia.Se si vuole un'ulteriore prova della sconfitta, culturale e politica, dei riformisti dell'Ulivo, è sufficiente leggere gli articoli della Finanziaria dedicati alla scuola, alla sua occulta riforma."

La scuola senza qualità, di A. Panebianco, Corriere della Sera, 30 ottobre 2006

lunedì 30 ottobre 2006

Italiani, popolo di santi, puttanieri e pedofili.

Al primo anno di universita' seguivo un pallosissimo corso di storia moderna con un professore che non si capiva se ci faceva o ci era. Ma secondo me ci era.
Per alleggerire le barbose lezioni ogni tanto ci raccontava alcuni aneddoti e curiosita', ma a volte le storielle gli sfuggivano di mano. Come quando disse che "Pisa e' sempre stata una citta' piena di puttane perche' essendo piena di studenti universitari..."insomma, ci dette dei puttanieri in diretta, e ci manco' poco che lo sommergessimo di fischi.

Ma leggetela la storia di copertina dell'Espresso di questa settimana. Studenti o no siamo pieni di bambine schiavizzate che si prostituiscono. Secondo una ricerca le vittime di tratta a scopo sessuale in Italia "sono 115 ogni 100 mila abitanti maschi con più di 15 anni. Al secondo posto l'Austria con 84 vittime. L'Olanda è ferma a 76. La Spagna a 54. La Germania a 45. La Francia a 27."

Filippo Gatti, Espresso.it

E' quasi pronta, ripassi il prossim'anno.

Una delle cause della lunghezza dei processi italiani e'che agli avvocati conviene tirarla per le lunghe.
E' un po' come se al meccanico convenisse fare le riparazioni un po' per giorno, oggi smonto la candela, domani la controllo, dopodomani ordino il pezzo di ricambio...
La differenza tra avvocati e meccanici e' che i primi sono molto meglio rappresentati in parlamento.
Il decreto Bersani cercava di cambiare un po' le regole della determinazione degli onorari, ma che succede? Un gruppo trasversale di senatori scrive un bel disegno di legge (N.963) che, certo tra molte altre cose, riporta queste regole al punto di partenza.
Divertente soprattutto la relazione, che ad un certo punto dice:
"La questione rimasta aperta è invece quella dei minimi di tariffa. Il problema va inquadrato nell’ambito del significato delle tariffe professionali.". Ma si, inquadriamolo.

Io, devo essere sincero, ho fatto un cattivo pensiero: su 47 senatori che hanno firmato questo ddl, quanti saranno avvocati?
Solo 10.

giovedì 26 ottobre 2006

Un'osteria di Italians

Secondo post dell'Osteria pubblicato anche come lettera sul forum di Severgnini.
Ho ricevuto risposte interessanti, se gli autori mi danno il permesso le pubblico.

venerdì 20 ottobre 2006

Lo devo dire?

E poi ci sarebbe da parlare di politica.
Perche' e' vero che ci siamo tolti di torno il governo Berlusconi, ma non e' che qui siamo entusiasti della politica del governo.
No, non che faccia tutto schifo. E' che la resa davanti ai tassisiti, una finanziaria senza riduzione di spesa (siamo uno dei pochi paesi con un rapporto tasse/pil sopra il 40%, media OECD attorno al 36%, e i ministri che non perdono mai occasione per smarcarsi dal governo dicendo che su qualche cosa non sono d'accordo...Insomma, potrebbe andare meglio, no?

Per ora continuo ad continuo ad astenermi dal parlarne.
Pero' non posso fare a meno di notare che il problema maggiore e' dato dal numero follemente alto di partiti al governo. Ed e' per questo che auspico con tutto il cuore la nascita del partito democratico.
L'ho detto.

Un appello "primario"

Ma alla fine, in quanti siamo andati a votare per le primarie? Tanti, certo. Ma quanti?
Tra gli oltre 4 milioni dichiarati all'inizio ai circa due milioni di cui si avrebbero i dati c'e' una inquietante differenza.
Inquitante perche' vengono in mente due ragioni per questo ammanco: o i votanti sono stati due milioni e il loro numero e' stato raddoppiato per fare scena (ed e' grave) o c'e' qualcosa che ha a che fare con i soldi.
Perche' si pagava un euro per votare, ricordate? Quindi ci sarebbero due milioncini di euro di differenza, non bruscoletti.

L'Associazione per il Partito Democratico ha lanciato un appello perche' la lista dei nomi venga tolta dalla cassaforte, rivolgendosi "a quei cittadini perbene che credono che la politica non debba essere abbassata al rango di custode di interessi particolari, da cui peraltro rischia di rimanere imprigionata...". Quattro gatti insomma.
Ma se vi sentite parte del gruppo date un'occhiata al loro sito.

giovedì 19 ottobre 2006

Il Rap non ha inventato niente

Le offese in rima esistevano prima e fatte meglio.
Per esempio il classico Marino vs. Murtola:

Vuo' dar una mentita per la gola
a qualunque uomo ardisca d'affermare
che il Murtola non sa ben poetare,
e ch'ha bisogno di tornare a scuola.
E' mi viene una stizza mariola,
quando sento ch'alcun lo vuol biasimare
perche' nessuno fa meravigliare
come fa egli in ogni sua parola.
E' del poeta il fin la meraviglia
(parlo dell'eccellente, non del goffo):
chi non sa far stupir vada alla striglia!
Io mai non leggo il Cavolo e 'l Carcioffo
che non inarchi per stupor le ciglia,

com'esser possa un uomo tanto gaglioffo.

Giambattista Marino

mercoledì 18 ottobre 2006

Satira Preventiva

E' una rubrica dell'immenso Michele Serra. Dopo aver letto il fantastico numero di questa settimana mi sono ricordato che volevo segnalarvi anche questo pezzo dell'anno scorso. Dedicato agli appassioanti di vino.

"La vendemmia 2005 promette una serie di imperdibili novità in bottiglia. Come sarà il vino di quest'anno? Non ne so una mazza, ovvio: mica faccio il viticoltore in + sono anche astemio Ma oggi visto che se non assaggi alcun vino vieni snobbato ,per gli amici segnalerò alcuni vini tipici per regione un pò strampalati Partiamo dal Barolo, le piogge scarse promettono un raccolto non abbondante ma di ottima qualità. Tanto che alcuni produttori di spicco, come il sig Vitillo, quest'anno contano di poter produrre direttamente un Barolo dell'89, annata memorabile. I fratelli Pautasso, attenti gestori della splendida tenuta Le Nespole, puntano le loro carte sull'eccellente Gocciolone, stagionato in barili di vimini che lasciano traspirare il vino fino a farlo colare lentamente sul pavimento, dove viene raccolto con il metodo tradizionale, spingendolo con scope di saggina dentro antichi scolatoi in pietra. Di qui l'inconfondibile perlage grigiastro e l'apprezzato retrogusto di detersivo per pavimenti. dalla Toscana invece arriva ormai inarrestabile l'ascesa dei vini del Bolgherese. Dopo Sassicaia e Ornellaia, apprezzatissimi perché nessuno è così idiota da parlare male di una bottiglia dopo averla pagata 120 euro, è il momento del Sudiciaia, del Corteccione e del Marronaia, raffinatissimi rossi a produzione molto limitata. Li seleziona, nel fondo Le coust car, il principe Metello Incisa Antinori Frescobaldi della Gherardesca, che raccoglie solo acini numerati e spremuti direttamente dalla moglie Ugucciona, a piedi scalzi, in piccoli cesti di palissandro intarsiato. Inconfondibile il retrogusto di smalto per unghie o, ad anni alterni, di acetone. Per limitare la produzione, anche quest'anno in Toscana si è deciso di lasciare un solo grappolo per ettaro, meglio se rosicchiato dai cinghiali. Insuperabile il vino del mio amico Vincenzo Truffaldino , che nel suo podere-orto , dieci metri quadrati in tutto, produce ogni anno solo una bottiglia di Impiccone. Costa 7 mila euro e si chiama così perché in genere sa di tappo e l'acquirente si impicca. Passiamo ad un vino Laziale molto apprezzato,il frascati. Il più andante e popolare dei vini da pasto sta conoscendo un profondo processo di riqualificazione. I bottiglioni da due litri venduti negli ipermercati a un prezzo inferiore della benzina (pur avendo un numero superiore di ottani) sono ormai un ricordo. Il Frascati della Fattoria Bombardone , ad esempio, è venduto in raffinate bottiglie bordolesi e costa dai 15 euro in su. L'unico problema è che il vino è identico a quello di prima, ma produttori intelligenti, come i fratelli Bombardone e il sig.mina vagante , contano presto di migliorare il prodotto, a costo di infrangere la tradizione dei Castelli romani: vinificheranno con l'uva anziché con le bucce di fava. Per ultimo ma non per apprezzamento il Il vino del Milanese, fin qui non rinomatissimo, è stato coraggiosamente reinventato dalla famiglia Perego di Lissone, che ha riconvertito il capannone dove produceva fusibili per scaldabagni, lungo la Tangenziale est (zona industriale ), e oggi sullo stesso terreno produce due vini abbastanza significativi, l'Olona e il Lambro. Caratteristica principale il colore cangiante sia del vino sia del bevitore, con sfumature che, nel corso della bevuta, vanno dal verde pallido al cinerino al nerofumo. Molto innovativa la pigiatura a copertone di camion, effettuata dai Tir che parcheggiano nella vigna quando l'uva è ancora sui tralci. Caratteristica la bottiglia a schiera Brianza, disegnata dai geometri locali unendo ogni bottiglia alla successiva con un piccolo elettrodo in stile moresco. Molto apprezzato dai consumatori anche il prezzo: per ogni bottiglia che si porta a casa, si viene ricompensati con 5 euro".

Michele Serra (espresso.it)

lunedì 16 ottobre 2006

Il Pareggio di Pirro/2

Magra consolazione quella di essere stato buon profeta.

domenica 15 ottobre 2006

Ritinteggiata l'Osteria

Vi piace la nuova versione o preferite le vecchie tinte?












Fatelo sapere nei commenti, tornare indietro non costa nulla.

sabato 14 ottobre 2006

Fantasticherie

In questo periodo sono spesso solo per cena, e non mi sbizzarisco certo in ricette complicate. Se invece voi avete in programma di sfornare qualche manicaretto chiamatem...no, volevo dire, visitate prima questo blog.

A che serve quella letterina...

bianca alla fine di ogni post?

A segnalare ai vostri amici scandali come questo.

venerdì 13 ottobre 2006

Una lettura carina

Parla della rete e delle sue conseguenze per la nostra vita. Cioe', per la vita dei nostri nipoti.
Consiglaito se avete dieci minuti da perdere.

giovedì 12 ottobre 2006

TAV metafora italiana

Cito Pierluigi Battista dal Corriere di oggi, descrizione forse un po' ingenerosa ma incredibilmente efficace:

"La vicenda Tav si configura sempre più come la metafora del caso italiano. Un incredibile frullato in cui si mescolano localismo irresponsabile, incapacità di onorare la parola data, politicizzazione estrema di ogni questione, anche la più tecnica, drammatico e incolmabile divario tra le parole e le cose, le dichiarazioni e le realizzazioni, le promesse e ciò che regolarmente non viene mantenuto. Sull’onda di una emergenza d’ordine pubblico, con i manifestanti che impedivano persino l’apertura del cantiere con cui stabilire se fosse vera o no la presenza dell’amianto nella montagna, il precedente governo di centrodestra decise di rimandare l’inizio dei lavori. La valle tripudiò....."

martedì 10 ottobre 2006

Non ci crederete...

...ma quello che ha scritto questa roba era editorialista di punta dell'Avvenire. E scrive libri. E ha un sito visitatissimo. Pazzesco.

"In primo piano, come sempre, lo stupido - e a volte cinico - gigante americano e, nell’ombra, l’ebraismo internazionale, con Israele spietato braccio militare, sempre più vicino alla conquista del mondo e all’instaurazione del regno dell’Anticristo grazie anche alla superficialità, all’ignoranza, alla vigliaccheria e alla bramosia di denaro e di potere (illusorio) del resto dell’umanità".
Maurizio Blondet


Donna avvocato, disastro annunciato.

Ricevo e pubblico

"Un ragazzo marocchino di 19 anni deve subire un processo per rapina e altre cosette del genere, non avendo un suo avvocato gliene viene assegnato uno d' ufficio. Il ragazzo però non accetta il suo difensore perchè è una donna e lui dice di non fidarsi. Viste le agitate lamentele durante il processo il giudice decide di sollevare la miss avvocato dall' incarico e assegnare al rapinatore un uomo. Ma è giusto? Ho cercato di rispondere a questa domanda che mi girava in testa con democrazia, larghe vedute e massima apertura culturale... ma la mia risposta rimane NO! Se la cultura di questo ragazzo reputa le donne incapaci di lavori come quello di avvocato non è certo un problema nostro e non andrebbe assecondato nelle sue convinzioni. Dopo questo episodio ognuno dovrebbe potersi prendere la libertà di rifiutare un avvocato d' ufficio a favore di un altro senza motivazioni oggettive ma a suo piacere. Indignata!"

Pimpi Birimpi

lunedì 9 ottobre 2006

Frasi storiche

"C'è un sottile velo tra l'essere un opinionista e l'essere un rompicoglioni".
Vittorio Zucconi

Bòtta forte!

Vorrei congratularmi con la lungimirante classe dirigente nordcoreana per lo spettacolo pirotecnico fuori stagione. E' rincuorante, ogni giorno che passa, realizzare che stiamo facendo di tutto per tornare indietro di sessant'anni (si stava meglio quando si stava peggio...). Viviamo solo in attesa della prossima attrazione. Chi sarà il prossimo? Forse la comunità Hamish che inscenerà una rivolta per conquistare il potere in America? O gli ortodossi che si sentono trascurati dai media? O, perché no, i buddisti incazzati che vogliono buttare giù la Grande Muraglia a rutti? Beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta se solo lasciamo spazio all'immaginazione...Per fortuna la realtà riesce sempre ad andare oltre...
Voglio anc'io la mia bomba! In alternativa, mi accontento anche solo di un raudo truccato...

domenica 8 ottobre 2006

Irish Dream

Forse e' un po' pomposo definire Dublino la nuova America.
Certamente e' un'iperbole, chiaro.
Ma passeggiate per O'Connell Street, entrate in un'ostello del centro, ascoltate le voci dei ragazzi che fanno la spesa ad un Tesco. Non ci sono solo polacchi e cechi. Riconoscerete anche molte lingue piu' familiari: spagnolo e italiano, tedesco e francese. Giovani "studiati", intraprendenti e stanchi. Sick: dell'Europa vecchia, di lavori malpagati ai call-center, di lavori un po' meglio pagati ma senza prospettive, insicuri. Gente innamorata del proprio paese, dove il cibo ed il clima sono SEMPRE migliori, ma dove mancano le opportunita'. Dove non si possono fare progetti.
L'Irlanda in questi anni e' sbocciata, trainata da una crescita economica che anche quest'anno sara' attorno al 6%. E' un paese giovane dove il 50% della popolazione, crederci o no, ha meno di 25 anni.
Gli italiani vengono in massa, in pellegrinaggio sembra, e sperano che il miracolo irlandese contagi anche loro. Appena arrivati lavorano negli ostelli, fanno i cassieri, i camerieri e imparano l'inglese. ALtri lavorano nel callcenter e nei custumer service, e guadagnano il doppio dei piu' fortunati tra i colleghi italiani.
Si parte per due mesi, e poi si scopre che non piove poi cosi' tanto. E poi basta un ombrello.

Dialogo sulla prostituzione

Amato
«Non ho alcuna obiezione a prendersela con i clienti. Quando si cita la privacy a difesa di uno squallido maschio che gira per la Salaria alla ricerca di ragazze dalle quali ottenere a pagamento ciò che non sa ottenere altrimenti, beh, della sua privacy mi interessa ben poco».

V. Luxuria
«Sono meravigliata dalle parole d'astio del ministro Amato. La prostituzione in Italia non è un reato quando chi la esercita è maggiorenne e lo fa per libera scelta, ciò che va combattuto è lo sfruttamento che a volte rasenta la schiavitù. Chi ricorre al sesso a pagamento non è una persona squallida, da punire o di cui violare la privacy, ma un libero cittadino del nostro paese, spesso solo, anziano, vedovo o non particolarmente attraente. Credo che qualsiasi utopistico tentativo di sradicare la prostituzione sarebbe causa di ulteriori violenze sessuali».

(via corriere.it)

martedì 3 ottobre 2006