domenica 29 aprile 2007

Il tempo dell'azione


La mia lettera a tutti gli amici del blog.




Cari Amici,

Vi scrivo per proporvi di entrare a far parte dell'Associazione per il Partito Democratico.
Come invito può suonare un po' brusco, ma questo é il tempo dell'azione. Oggi infatti si é aperto uno spiraglio per cambiare la politica italiana, ma questa porta non rimarrà aperta per sempre. Se ci vogliamo provare bisogna farlo ora, senza perdere tempo.

La politica in Italia é frammentata, chiusa e falsa. In Parlamento ci sono più di 15 gruppi, la maggioranza sono piccolissimi: al governo c'é una coalizione di 9 partiti, ognuno dei quali si sente in dovere di specificare la propria posizione su tutto. I parlamentari che abbiamo votato sono stati nominati dalle segreterie dei partiti, agli elettori non é stata data nessuna possibilità di scegliere. E intanto tutti sono troppo impegnati in mille dichiarazioni e mediazioni per ricordarsi di fare quello per cui sono stati eletti.

Ormai 4 anni fa un intellettuale, Michele Salvati, cominciò a parlare dell'esigenza che nascesse un partito democratico grande e unito, capace di ridurre la frammentazione e sollecitare la partecipazione dei cittadini. Fu considerato un pazzo. Invece l'idea aveva una grande forza, sono nate molte associazioni per spingere questo progetto e gli ultimi congressi di Margherita e DS hanno deciso di dare vita al PD.
Ora si tratta di non lasciare la sua fondazione solo agli apparati dei vecchi partiti: il PD deve raccogliere le energie dei non iscritti, altrimenti non ci sarà nessuna novità.

Il 5 Aprile i coordinatori di Margherita e DS, spinti da molti autorevoli appelli, hanno accettato il principio di "una testa un voto": significa che è passata l'idea delle primarie per far nascere il nuovo soggetto politico, e che, pertanto, saranno i cittadini a scegliere chi dovrà rappresentarli nella sua fase costituente. Le elezioni per l'assemblea costituente ci saranno nel prossimo autunno, e ci dobbiamo far trovare pronti. Solo se avremo voglia di partecipare potremo portare il nostro contributo a questa avventura.

Se il progetto vi interessa avete due modi per contribuire: chiedete subito di aderire all'APD Toscana indicando nome, cognome, indirizzo, data di nascita e recapito telefonico all'indirizzo apd.toscana@tiscali.it e girate questo invito con due righe di presentazione a chi può essere interessato.

A Presto,
Federico

venerdì 27 aprile 2007

Contro Scalfarotto

Tempo fa ho fatto una domanda a Ivan Scalfarotto: gli istituti per minori dei paesi poveri sono pieni perché non ci sono abbastanza famiglie che li vogliono adottare o perché le procedure per l'adozione internazionale sono molto lunghe?

La domanda non era fatta a caso; in quei giorni si parlava della possibilità che le coppie gay potessero adottare e Scalfarotto portava due argomenti per affermare le ragioni de si: primo, perché i gay devono avere gli stessi diritti di tutti gli altri, secondo, perché esistono molti bambini che vivono in povertà e solitudine e darli in adozione alle coppie gay potrebbe migliorare la loro situazione.

Qualcuno di ricorderà che per via di quel dibattito nacque anche una polemica con Rosy Bindi, alias Mary Poppins.

La prima ragione di Ivan, lo riconoscerebbe anche un bambino, é inconsistente. La possibilità di adottare non é un diritto di nessuno, ci mancherebbe. E' il bambino, caso mai, che deve avere il diritto alla soluzione migliore per lui. Per dire, il mio vicino di casa che é solo e triste non ha certo il diritto di prendersi un bambino africano: si prenda un gatto se vuole compagnia. “E' necessario ricordare sempre che l'adozione internazionale- ricorda il Centro internazionale di coordinamento per i diritti del minore senza Famiglia di Ginevra -é soprattutto una misura di protezione del bambino secondo quanto stabilito nei documenti internazionali, in particolare nella Convenzione relativa ai diritti dell'infanzia, i cui principi devono essere rispettati in tutte le procedure di adozione, ad iniziare dal diritto del bambino di crescere innanzitutto nella sua famiglia di origine”

La seconda ragione di Ivan potrebbe invece avere un senso anche per chi ritiene che la situazione ottimale per i bambini sia di crescere con una mamma e un papà. Se questo non fosse possibile perché non ci sono abbastanza famiglie che vogliono adottare sarebbe logico estendere la facoltà di adottare ad un numero maggiore di soggetti, tutti quelli che si ritengono migliori di un istituto di un paese povero.

Oggi ho scoperto che questo non é assolutamente il caso. Gli istituti sono pieni perché la maggioranza dei bambini che ospitano non sono orfani (e quindi non sono giuridicamente adottabili), e perché anche quelli adottabili lo sono prima per le famiglie del paese di origine.

Il problema, caro Ivan, non si pone.

mercoledì 18 aprile 2007

Il bambino venduto

La storia del bambino venduto agli zingari.
E salvato dai Carabinieri e dalle politiche sociali.
Che pone una domanda semplice: perché non si prova a salvare tutti i bambini che chiedono l'elemosina?

Via lastampa.it

lunedì 16 aprile 2007

Contro Adinolfi

Reputo Mario Adinolfi un grande, e la sua battaglia contro le procedure truffaldine della Margherita meritano una medaglia al valor civile. Lo dico per mettere le mani avanti.
Però questa sua fissa per la democrazia diretta proprio non la capisco. E mezz'ora fa gliel'ho detto.

elenco punto commento commento di l'oste - lasciato il 16/4/2007 alle 20:26, 81.211.252.xxx

Caro mario,
ma cosa intendi per "Democrazia Diretta"?
Il temrine mi sembra confuso e generatore di confusione.
Ti riferisci forse alla tradizione della democrazia partecipata(le teorie di Benjamin Barber, la prassi dei bilanci partecipati..)?
Il termine "democrazia diretta" ha universalmente un significato preciso, che é quello opposto a "democrazia rappresentativa". E non credo tu voglia proporre una democrazia diretta in quel senso, anche perché un partito non avrebbe molto senso in quel modello.
Allora Mario,
cosa intendi per Democrazia diretta?



www.osteria138.blogspot.com


elenco punto commento commento di marioadinolfi - lasciato il 16/4/2007 alle 20:37, 87.20.218.xxx

io intendo proprio quella democrazia diretta "opposta"


elenco punto commento commento di l'oste - lasciato il 16/4/2007 alle 20:59, 81.211.252.xxx

vabbé Mario, ciao.
www.osteria138.blogspot.com

domenica 15 aprile 2007

E io credo a Babbo Natale

Da QN: La Russia di Vladimir Putin é "un Paese che crede nella democrazia": lo ha detto il capo di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo un incontro informale con il leader del Cremlino a San Pietroburgo.

In base alle dicharazioni rilasciate dall'ex premier, in partenza dalla capitale degli ex Zar, le manifestazioni tenutesi ieri a Mosca sono state "gonfiate" dalla stampa.

Berlusconi ha inoltre sottolineato di aver visto i dati sulla partecipazione alla marcia del dissenso, mostrati da Putin: secondo le autorità russe i manifestanti anti-Cremlino, guidati da Garry Kasparov, erano 700, a fronte dei 15mila sostenitori del leader del Cremlino riuniti nel quartiere dell'università."



Spregio per la democrazia o ignoranza dei suoi principi basilari? Stupisce sempre di più Silvio Berlusconi, che di fronte alle derive autritarie del governo russo (omicidi, incarceramenti, stampa di regime) non manca occasione per solidarizzare con l'amico Putin. Anche oggi, dopo che Putin ha fatto arrestare i suoi oppositori che dimostravano in piazza. Ora, cari elettori della Casa delle Libertà: che ne pensate dell'ultima uscita del vostro campione?


Da Repubblica.it "Gary Kasparov e' stato incriminato per manifestazione non autorizzata. Il campione di scacchi divenuto uno dei leader dell'opposizione anti-Putin e' comparso in tribunale per la formalizzazione dell'accusa con cui e' stato fermato durante una dimostrazione per le vie di Mosca. "Kasparov e' accusato di aver fatto parte di una folla e di aver intonato slogan antigovernativi" ha detto il suo avvocato, Karinna Moskalenko".


Language is power...

...diceva la mia vecchia (e acida) professoressa di greco. "Epperò aveva ragione", ho pensato leggendo questo brano trovato nei meandri di internet.

"se al telegiornale sentissi che c’è stato un incidente terribile in autostrada, una macchina si è accartocciata e dentro c’erano i genitori con due figli piccoli e sono tutti morti, resterei giustamente colpito e sconvolto. Ma se il giornalista dice che c’è stato un tragico incidente in cui ha perso la vita un’intera famiglia, pur dispiaciuto continuerò a pranzare o a fare quello che stavo facendo mentre guardavo il telegiornale"

giovedì 5 aprile 2007