martedì 28 febbraio 2006
Travolta Sanremo
Io non ho nulla, proprio nulla, contro John Travolta. Anzi, mi sta pure simpatico. Ma secondo voi che senso ha invitarlo a Sanremo? Anzi, che cosa ci dice il fatto che ogni anno la Rai cerca una o più stelle americane a cui regalare paccate di soldi pubblici? Io un'idea me la sono fatta. Voi?
domenica 26 febbraio 2006
Ovunque proteggi
Il numero di santini circolanti sulle automobili è inversamente proporzioanle all'efficacia degli airbag.
Scusate questo pensiero estemporaneo.
In realtà questo post era per dire che l'ultimo album di Vinicio Capossela è davvero bello. Ogni volta che ascolto una sua canzone nuova mi chiedo se è mezzo scemo o mezzo genio. Mezzo genio direi. Poi, inevitabilmente, faccio dei confronti: e concludo che i cantautori italiani sulla breccia dell'onda da qualche decennio sono abbastanza bolliti.
Scusate questo pensiero estemporaneo.
In realtà questo post era per dire che l'ultimo album di Vinicio Capossela è davvero bello. Ogni volta che ascolto una sua canzone nuova mi chiedo se è mezzo scemo o mezzo genio. Mezzo genio direi. Poi, inevitabilmente, faccio dei confronti: e concludo che i cantautori italiani sulla breccia dell'onda da qualche decennio sono abbastanza bolliti.
sabato 25 febbraio 2006
Pimpi e le Olimpiadi
originariamente postato da Pimpi Birimpi
qui.
Grazie olimpiadi. Grazie di averci distratto da tutte le brutte notizie che ci sono in questi giorni ai telegiornali (è giusto che ci siano e che ci facciano pensare ma finire col sorriso di una notizia olimpica invece che con il solito pallosissimo calcio faceva piacere). Grazie di averci fatto vedere cos' è davvero lo sport, e la sportività. Il bastoncino dato all' atleta di un' altra squadra che lo aveva perso, da un allenatore "rivale" è una prova; i grandi sorrisi fatti dal secondo arrivato a Enrico Fabris mentre sul podio lo sovrastava è un' altra prova. E poi i discorsi degli atleti (secondo me erano sinceri, se no fingevano bene) che non si accanivano uno con l' altro trovando scuse alle varie cadute o ai vari inconvenienti che potevano aver avuto ma semplicemente erano felici di aver partecipato e si complimentavano con LORO STESSI perchè indipendentemente dai risultati erano stati "al massimo"... o qualcuno che era triste perchè "al max", al suo massimo, non ce l' aveva fatta ad arrivare, con autocritica indicava le sue mancanze, sempre presente la speranza di impegnarsi di più per fare meglio fra 4 anni in Canada! Questo sì che è sport ragazzi! E' vero c' è stato il doping... il tipo che è scappato..(ma l' hanno ribeccato?) ma il clima secondo me era indescrivibilmente fraterno e corretto. Questo è quello che mi ha passato, vedendo tutto alla tv, magari qualcuno ha percepito tutt' altro. Magari qualche amante del calcio mi vorrà male (perchè il termine negativo di paragone mi sa che si è capito), ma questo è proprio sport! Avete sentito di risse negli spalti del pattinaggio o lungo le piste di gigante? Io no... eppure mi sa che fra i tifosi di squadre diverse non c' era neppure niente che avesse a che vedere con muri di cemento o transenne presidiate dai poliziotti in tenuta anti-sommossa... Già, niente sputi tra gli atleti, niente che potesse far pensare al razzismo... basta, sennò invece che ringraziare le olimpiadi infami il calcio (non che non sia da fare ma non ora). Infine: Grazie Olimpiadi perchè almeno questa volta l' Italia ha fatto una bella figura! Spaghetti mafia e mandolino hanno organizzato delle strutture che nessuno ha criticato, le manifestazioni (al di là delle gare in sè) sono state belle, la gente si è interessata a questi sport sconosciuti... che belle le olimpiadi!
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Grazie olimpiadi. Grazie di averci distratto da tutte le brutte notizie che ci sono in questi giorni ai telegiornali (è giusto che ci siano e che ci facciano pensare ma finire col sorriso di una notizia olimpica invece che con il solito pallosissimo calcio faceva piacere). Grazie di averci fatto vedere cos' è davvero lo sport, e la sportività. Il bastoncino dato all' atleta di un' altra squadra che lo aveva perso, da un allenatore "rivale" è una prova; i grandi sorrisi fatti dal secondo arrivato a Enrico Fabris mentre sul podio lo sovrastava è un' altra prova. E poi i discorsi degli atleti (secondo me erano sinceri, se no fingevano bene) che non si accanivano uno con l' altro trovando scuse alle varie cadute o ai vari inconvenienti che potevano aver avuto ma semplicemente erano felici di aver partecipato e si complimentavano con LORO STESSI perchè indipendentemente dai risultati erano stati "al massimo"... o qualcuno che era triste perchè "al max", al suo massimo, non ce l' aveva fatta ad arrivare, con autocritica indicava le sue mancanze, sempre presente la speranza di impegnarsi di più per fare meglio fra 4 anni in Canada! Questo sì che è sport ragazzi! E' vero c' è stato il doping... il tipo che è scappato..(ma l' hanno ribeccato?) ma il clima secondo me era indescrivibilmente fraterno e corretto. Questo è quello che mi ha passato, vedendo tutto alla tv, magari qualcuno ha percepito tutt' altro. Magari qualche amante del calcio mi vorrà male (perchè il termine negativo di paragone mi sa che si è capito), ma questo è proprio sport! Avete sentito di risse negli spalti del pattinaggio o lungo le piste di gigante? Io no... eppure mi sa che fra i tifosi di squadre diverse non c' era neppure niente che avesse a che vedere con muri di cemento o transenne presidiate dai poliziotti in tenuta anti-sommossa... Già, niente sputi tra gli atleti, niente che potesse far pensare al razzismo... basta, sennò invece che ringraziare le olimpiadi infami il calcio (non che non sia da fare ma non ora). Infine: Grazie Olimpiadi perchè almeno questa volta l' Italia ha fatto una bella figura! Spaghetti mafia e mandolino hanno organizzato delle strutture che nessuno ha criticato, le manifestazioni (al di là delle gare in sè) sono state belle, la gente si è interessata a questi sport sconosciuti... che belle le olimpiadi!
venerdì 24 febbraio 2006
Il Rosso e il Nero
Io questa storia che a Firenze ci sono i "numeri rossi" non l'ho proprio capita: ieri sera cercavo un ristorante, e mi ero appuntato con cura l'indirizzo. Via Maffia numero 31. Ora che riguardo bene devo dire che l'indirizzo esatto era "Via Maffia 31 rosso". Devo dire la verità, nella mia profonda ignoranza non detti molta importanza all'aggettivo "rosso". Come al solito un po' in ritardo mi metto a camminare a passo svelto per non fare proprio brutta figura e arrivo finalmente al numero 31: altor che ristorante! Con mia grossa sorpresa mi torva davanti ad una porticina scrostata di un condominio altrettanto cadente. E ora? Convinto che la mia amica avesse sbagliato a scrivere l'indirizzo mi metto a vagare per le viuzze di Santo Spirito. Risultato: ho fatto una specie di caccia al tesoro nel centro di Firenze e sono arrivato al tistorante stanco come un maratoneta. E mi sono pure beccato dell'ignorante: "Ma come? Ti avevo detto 31 rosso!".
Qualcuno mi spieghi: che bisogno c'è di numeri neri e numeri rossi? Ci si gioca alla roulette? E se servono a qualcosa, perché ce li ha solo Firenze?
Qualcuno mi spieghi: che bisogno c'è di numeri neri e numeri rossi? Ci si gioca alla roulette? E se servono a qualcosa, perché ce li ha solo Firenze?
giovedì 23 febbraio 2006
Però poi ci va lei a far la guerra
La Fallaci ha spiegato di voler raffigurare Maometto "con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio".(via repubblica.it)
Io non sono un grade estimatore della signora, ho letto solo "la rabbia e l'orgoglio" perché nei giorni in cui è uscito lo regalavano anche dal benzinaio. L'ho trovato osceno, una continua istigazione all'odio. Però c'è qualcuno che la considera un'eroina dei nostri tempi: io non lo capisco, mi spiegate perché?
Io non sono un grade estimatore della signora, ho letto solo "la rabbia e l'orgoglio" perché nei giorni in cui è uscito lo regalavano anche dal benzinaio. L'ho trovato osceno, una continua istigazione all'odio. Però c'è qualcuno che la considera un'eroina dei nostri tempi: io non lo capisco, mi spiegate perché?
mercoledì 22 febbraio 2006
Che la forza sia con loro
Ma che sta succedendo in Irak? una moschea sciita fatta esplodere in una città sunnita, 25 moschee sunnite assaltate per rappresaglia. Ora io non vorrei buttarla in politica quindi mi fermo. Speriamo solo che i leader irakeni siano saggi. Molto saggi.
martedì 21 febbraio 2006
Storie di stazione
Io non lo so che cosa aveva dentro. Ma era una persona speciale, sicuro. La prima volta che lo incontrai sarà stato sei anni fa, anno più anno meno. Alla stazione di Pisa. A prima vista sembrava un clochard come non ce ne sono più, un po’ filosofo e un po’ avvocato. Ma quella era solo stupida poesia spicciola di un ingenuo ragazzino, uno a cui ancora “i vecchi imbriaghi sembravano la letteratura”. Ma la poesia evapora presto quando vivi per strada; basta una sera di freddo tagliente con la polizia che ti fa sgomberare dalla carrozza di un vecchio intercity e ti risbatte sui binari ghiacciati. Mario era un povero disgraziato. Un alcolista scacciato da casa, senza più famiglia, senza più speranza. Quando era sobrio aveva una grande capacità oratoria, che utilizzava per conquistare o attaccare i volontari che gli portavano la cena in stazione. Per lui, forse, rappresentavamo “i normali”. Io credo di non essergli mai stato simpatico: sbarbatello meno che ventenne, avevo paura del suo sguardo e delle sue domande. Forse, in gran segreto, mi sentivo in colpa per la sua sofferenza. Mi chiamava “peppino”, come faceva per quelli di cui non si ricordava il nome, e giocava a stuzzicarmi. Una volta ci disse che sarebbe voluto tornare a casa per qualche giorno, a incontrare la moglie ed il figlio, e qualcuno di noi lo incoraggiò: passò dei giorni a cercare dei vestiti decenti, un posto dove fare la doccia e ripulirsi. Alla fine prese coraggio e partì, vestito e rasato di fresco, biglietto in mano, forse pieno di speranza. Lo incontrai una settimana dopo, ubriaco fradicio, neanche si reggeva in piedi. Quando era ubriaco piangeva sempre, e mi chiedevo perché la vita può essere così cattiva con qualcuno. Sono passti degli anni ma ancora non lo ho capito. Addio Mario, e scusami se ora racconto la tua storia a due o tre amici: ma lo sai che peppino è sempre il solito sbarbatello, e tu anche oggi sei riuscito a metterlo in difficoltà.
domenica 19 febbraio 2006
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