Nel mio piccolo sono stato testimone di una delle più clamorose falsificazioni messe in atto da Berlusconi nella sua campagna elettorale. Lo avete mai sentito citare uno studio dell'università di Siena secondo il quale il suo governo avrebbe realizzato l'80% del programma?
Quella ricerca l'hanno scritta alcuni colleghi del dipartimento in cui lavoro, e non dice affatto quel che Berulsconi sbandiera ai quattro venti.
Oggi, dopo tanto, troppo tempo, qualcuno del PD si è letto il rapporto e ha imbeccato Veltroni. Che durante la registrazione di Porta a Porta ha spiegato come stanno le cose.
Da questa storia si traggono comunque alcuni insegnamenti:
1)Berlusconi è un ballista
2)I giornalisti italiani sono degli zerbini umani. Infatti hanno accettato come oro colato le affermazioni del Cavaliere senza mai controllarne la veridicità (c'è stata un'eccezione in realtà, ma non se la è flata nessuno)
3)Lo staff di Veltroni non brilla in quanto a reattività: ha impiegato almeno un mese per risolvere la faccenda. Non bisogna dimenticare che il segretario del PD era già stato impallinato una volta a Porta a Porta con questo argomento e non aveva saputo come replicare.
Round finale da Porta a Porta: Walter Veltroni mercoledì sera presenta da Bruno Vespa i 12 disegni di legge che il Pd si impegna a esaminare durante il primo Consiglio dei ministri. È «un fatto di serietà», spiega Veltroni, che non ha niente a vedere con il Contratto con gli Italiani che nel 2001 Berlusconi firmò nello studio di RaiUno e che non ha mai rispettato: «una sola misura è stata approvata: l'abolizione della tassa di successione. Tutte le altre – spiega Veltroni – non sono state onorate. Il contratto non è stato in nessun modo onorato». Vespa gli ricorda che Berlusconi si appella a una ricerca dell'università di Siena secondo la quale il Contratto è stato rispettato al 80%. «Io mi sono andato a vedere cosa dice l'università di Siena – spiega Veltroni – e dice una cosa del tutto diversa. Dice che l'80 per cento di quel contratto è stato trasformato in proposte di legge del governo, proposte che poi non sono state realizzate».
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mercoledì 9 aprile 2008
lunedì 31 marzo 2008
Eliminare leggi inutili
Finalmente una buona idea, una promessa elettorale che da sola, se mantenuta, cambierebbe il volto di questo paese da azzeccagarbugli.
giovedì 27 marzo 2008
Vota MARIO!!!! anzi SUPER MARIO!
Probabilmente è l'ultima risorsa che ci rimane, per provare a togliere dalle peste questo "assurdo bel paese" (Cit. G. Gaber).
9) Siamo in piena campagna elettorale in Italia. Tu chi vedresti bene come candidato premier: l'uomo forte Duke Nukem, l'idraulico SuperMario o il candidato donna Lara Croft?
Chiaramente SuperMario, anche perché è un personaggio a cui puoi associare tutta una serie di slogan, da "Potere ai lavoratori" ad "Abbassiamo le tasse". E poi è pure italiano.
[Corriere della Sera]
9) Siamo in piena campagna elettorale in Italia. Tu chi vedresti bene come candidato premier: l'uomo forte Duke Nukem, l'idraulico SuperMario o il candidato donna Lara Croft?
Chiaramente SuperMario, anche perché è un personaggio a cui puoi associare tutta una serie di slogan, da "Potere ai lavoratori" ad "Abbassiamo le tasse". E poi è pure italiano.
[Corriere della Sera]
mercoledì 12 marzo 2008
10 domande al candidato
Segnalo questa iniziativa di cui ho sentito parlare qualche giorno fa alla radio.
Direttamente dal sito:" 10domande è un progetto di informazione partecipativa: è una video-intervista di dieci domande formulate e scelte direttamente dagli elettori".
10 DOMANDE
Direttamente dal sito:" 10domande è un progetto di informazione partecipativa: è una video-intervista di dieci domande formulate e scelte direttamente dagli elettori".
10 DOMANDE
lunedì 10 marzo 2008
Per la cronaca
Stefano ce l'ha fatta ed ha avuto un grande risultato. Con 187 voti è stato il quarto candidato più votato.
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lunedì 25 febbraio 2008
Radicale disaccordo
Poi si sa che spesso la percezione di un fenomeno è condizionata dalla prospettiva dell'osservatore e dei suoi amici. Per esempio, a leggere i blog le primarie dell'Unione le doveva vincere Scalfarotto, che poi prese 25.000 voti.
Però dalla mia prospettiva pare che l'accordo con i Radicali abbia alienato diversi consensi al Partito Democratico: e a dire il vero il loro stile un po' integralista, la tendenza a strumentalizzare i casi umani ed il loro anticlericalismo non piacciono neanche a me.
Una volta di più condivido il pensiero di Rosy Bindi.
Però dalla mia prospettiva pare che l'accordo con i Radicali abbia alienato diversi consensi al Partito Democratico: e a dire il vero il loro stile un po' integralista, la tendenza a strumentalizzare i casi umani ed il loro anticlericalismo non piacciono neanche a me.
Una volta di più condivido il pensiero di Rosy Bindi.
venerdì 8 febbraio 2008
martedì 16 ottobre 2007
Piccola comunicazione di servizio
Sono stato eletto all'assemblea costituente toscana del PD.
Senza uno straccio di partito dietro, senza un sindaco né un assessore.
Ecchecazzo, bisogna brindare!
Senza uno straccio di partito dietro, senza un sindaco né un assessore.
Ecchecazzo, bisogna brindare!
mercoledì 10 ottobre 2007
Rap per Rosy Bindi
(non vi preoccupate, tra poco le primarie saranno finite, la tesi consegnata, e questo blog tornerà alla normalità!)
giovedì 23 agosto 2007
Noi siamo qui a farci il mazzo...
...e intanto Berlusconi il suo partito nuovo l'ha già fondato.
E' di un'altra categoria, non c'é che dire.
Noi siamo di carne, lui é di plastica.
E' di un'altra categoria, non c'é che dire.
Noi siamo di carne, lui é di plastica.
domenica 19 agosto 2007
Vai (pure) in Africa Celestino
Rientrato dalle vacanze, assolutamente troppo corte, vedo che il mio cantautore di riferimento, grande amico di Veltroni, sta con Rosy Bindi.
Non vuol dir nulla, ma mi fa piacere.
Non vuol dir nulla, ma mi fa piacere.
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lunedì 6 agosto 2007
sabato 30 giugno 2007
Fenomeni sprecati: in diretta su OMB
Oggi pomeriggio a Pisa si terrà l'iniziativa "Generazione di Fenomeni", dedicata alla discussione sul futuro dei giovani tra precariato ed espatrio...

Per chi non potesse venire ale 17 alla stazione Leopolda c'é anche la diretta web (boia come siamo ganzi!) su OneMoreBlog, uno dei blog più prestigiosi della comunità italiana.

Per chi non potesse venire ale 17 alla stazione Leopolda c'é anche la diretta web (boia come siamo ganzi!) su OneMoreBlog, uno dei blog più prestigiosi della comunità italiana.
mercoledì 20 giugno 2007
Tutta la verità: cronaca di una cittadina comune nel comitato dei 45
Di Paola Caporossi*

Come rappresentante dell’APD sono stata chiamata a far parte del Comitato Promotore Nazionale costituito con l’obiettivo primario di discutere e decidere le regole per l’elezione dell’Assemblea Costituente del PD il prossimo 14 ottobre. Alla prima riunione romana, quella del 30 maggio, sono state spese quasi cinque ore – dalle 20.30 all’1,15 di notte - per analizzare la sconfitta delle amministrative, strumentalmente usata per attaccare il premier e ribadire la necessità di un leader forte del PD, ben distinto da Prodi e con l’autonomia sufficiente per smarcarsi dalla sua debole azione di governo. Il pensiero che l’argomento fosse un pò fuori tema c’è stato in alcuni, tra cui la sottoscritta, ma abbiamo continuato a sperare, sino a tarda notte, che almeno una parte del dibattito, anche solo gli ultimi dieci minuti, potesse essere riservata ad intavolare il discorso sulle regole almeno nelle sue linee di fondo. Non è andata così, e “leader forte sì, leader forte no” è stato il tormentone di tutta la serata, nonchè il motivo dei volti scuri – non perché era notte fonda - con cui Prodi, Fassino e Rutelli sono usciti dalla riunione. Unico dato importante e niente affatto scontato per una comune cittadina con l’onore e l’onere di essere presente lì, a Santi Apostoli, è stata la percezione che il dibattito fosse vero, non precostituito, appassionato e diretto, tra tutti i leader politici. Quella cittadina poteva persino illudersi che il suo intervento, articolato e motivato, venisse ascoltato e soppesato. Non poco, per chi era arrivata alla prima riunione dei 45 con il vago sospetto di dover rappresentare la tanto citata “società civile” da semplice comparsa, solo con la propria presenza fisica al tavolo di ministri, parlamentari, sindaci e governatori illustri. Devo ammettere che sono uscita da quella riunione convinta che ci fosse da ben sperare dal lavoro di questo Comitato, se il dibattito era stato sin dall’inizio così aperto e appassionato. Mi sono persino pentita per aver sospettato di essere stata chiamata ad uscire dalle file della gente comune per fare da “foglia di fico” ai partiti
L’appuntamento successivo del “Comitatone” doveva essere per l’11 giugno, con ordine del giorno: discussione sulle regole per elezione della Assemblea Costituente. Come APD abbiamo iniziato subito a lavorarci, con un metodo chiaro: chi di noi aveva competenza nel settore ha elaborato una sorta di schema di regole elettorali, ognuna motivata esplicitamente, e preceduta da alcuni principi di fondo a nostro parere non negoziabili per la costituzione del nuovo partito. Su quei principi abbiamo, poi, verificato il consenso dei nostri aderenti, con un lavoro capillare di discussione sul territorio, regione per regione, e dopo gli aderenti anche i “simpatizzanti” del PD. Per l’11 eravamo pronti con una nostra proposta e con un portale (www.primariepd.org/primarie) da offrire come strumento del Comitato per dare trasparenza e pari opportunità a liste e candidati in vista del 14 ottobre.
La riunione, però, è stata spostata al 18 giugno. E allora abbiamo approfittato del maggior tempo a nostra disposizione per allargare via e-mail il dibattito sulla nostra proposta di regole e sul portale delle primarie. Risultato: in pochissimi giorni siamo stati tempestati di migliaia di e-mail di adesione alle regole ad anche di sostegno per il lavoro della mia persona all’interno del Comitato. Il sito delle primarie, poi, nelle prime ore on-line ha avuto picchi di un migliaio di visitatori, di fatto senza alcuna forma di pubblicità se non quella del passa-parola. Perché la cosa non sembrasse di parte, abbiamo anche organizzato una conferenza stampa in cui regole e portale potessero diventare di dominio pubblico, leggibili e valutabili anche dai 44 (più la sottoscritta) che si sarebbero riuniti dopo pochi giorni. Chi non avesse preso parte alla conferenza, poteva sempre leggere e aggiornasi sul nostro sito.
Il 18 giugno la riunione era convocata per le 15. Si è visto subito che il clima era diverso dal 30 maggio: incontri in stanza chiuse a due o tre; volti sereni e sguardi fin troppo amichevoli tra Prodi, Fassino e Rutelli, gli stessi che alla riunione precedente avevano evitato accuratamente di incrociarsi anche solo con lo sguardo; battute e risate in grande allegria; assenze illustri, come quella di D’Alema e Bersani (oltre a Gad Lerner che non è mai venuto, o Tullia Zevi) e partenze precoci come quella di Amato (“torno a fare il ministro”), Dini, Veltroni. La riunione è iniziata alla 16 circa. Ci è stato distribuito solo allora un decalogo di regole con un regolamento concepito dai tre saggi presenti (Vassallo, Ceccanti, Biasia), filtrato dai tre coordinatori Soro, Barbi e Migliavacca.
Quest’ultimo ha illustrato il documento, mentre i pochissimi che non lo conoscevano già si affrettavano a leggerlo almeno per sommi capi. Alle 16,30 è iniziato il dibattito, con una premessa tassativa che alle 18,15 la riunione doveva chiudersi. Poiché 105 minuti diviso 43 presunti iscritti a parlare (Prodi e Migliavacca avevano già parlato) in matematica fanno 2,5 minuti per ogni singolo intervento, è stato concordato che era troppo poco. Pertanto, la Presidenza ha concesso 3 minuti. Le domande che logicamente che ne conseguono sono: 1) Perché la volta scorsa, in cui di regole non si è parlato, non è stato posto alcun limite alla durata della riunione, che oltretutto era di notte (con obbligo di pernotto per chi non vive di politica, né a Roma, e deve pagarsi un albergo nonchè chiedere un ulteriore giorno di permesso a lavoro)? 2) Se il Comitato è stato pensato per fare delle buone regole, come si può pensare che le medesime vengano: a. presentate all’inizio della riunione, b. dibattute con 3 minuti di intervento ciascuno, c. decise dopo due ore?
A chi, come la bravissima Rosy Bindi, ha chiesto di ricevere prima, come civilmente e democraticamente si fa in questi casi, i documenti per email e di programmare la decisione finale su di essi entro una settimana con un ultimo incontro, è stato risposto: a) non si poteva uscire dalla riunione dicendo che non si è ancora deciso nulla. E’ stato allora suggerito che sarebbe bastato dichiarare alla stampa che il documento era stato distribuito, che c’era l’accordo di massima sui principi, e che il dettaglio sarebbe stato deciso più approfonditamente entro una settimana. Suggerimento di grande serietà in cui ne avrebbe guadagnato l’immagine di credibilità del Comitato.
Ma il suggerimento è caduto nel nulla. b) a chi ha obiettato che almeno non si parlasse di unanimità del Comitato, è stato gentilmente ricordato che “in quell’organismo non si è chiamati a votare”. E allora come può fare il cittadino a sapere come sono andate le cose, e soprattutto “chi” ha detto “cosa”? Un’ulteriore riunione del Comitato sarà convocata tra una settimana, ma solo per salvare una parvenza di decenza: in realtà, la vera volontà di molti autorevoli esponenti di partito era quella di votare per email il documento. La farsa non è ancora finita, si tratta di capire chi avrà ancora voglia di fare la comparsa. Nessuno era così ingenuo da pensare di poter condizionare le scelte dei partiti, vivi e forti più che mai, ma almeno partecipare ad un dibattito vero, questo sì, lo pretendevamo da un partito che si spaccia per “nuovo”.
Questa è la cronaca delle modalità di svolgimento del dibattito sulle regole elettorali per il PD. Sul contenuto ci sarà molto da dire e molto da spiegare, ma l’APD intende prima confrontarsi al proprio interno e sul territorio, come ha sempre fatto. Solo dopo diremo la nostra posizione, con chiarezza e trasparenza. Questi due principi non sono per noi negoziabili. Ad alcun livello.
* Associazione per il Partito Democratico

Come rappresentante dell’APD sono stata chiamata a far parte del Comitato Promotore Nazionale costituito con l’obiettivo primario di discutere e decidere le regole per l’elezione dell’Assemblea Costituente del PD il prossimo 14 ottobre. Alla prima riunione romana, quella del 30 maggio, sono state spese quasi cinque ore – dalle 20.30 all’1,15 di notte - per analizzare la sconfitta delle amministrative, strumentalmente usata per attaccare il premier e ribadire la necessità di un leader forte del PD, ben distinto da Prodi e con l’autonomia sufficiente per smarcarsi dalla sua debole azione di governo. Il pensiero che l’argomento fosse un pò fuori tema c’è stato in alcuni, tra cui la sottoscritta, ma abbiamo continuato a sperare, sino a tarda notte, che almeno una parte del dibattito, anche solo gli ultimi dieci minuti, potesse essere riservata ad intavolare il discorso sulle regole almeno nelle sue linee di fondo. Non è andata così, e “leader forte sì, leader forte no” è stato il tormentone di tutta la serata, nonchè il motivo dei volti scuri – non perché era notte fonda - con cui Prodi, Fassino e Rutelli sono usciti dalla riunione. Unico dato importante e niente affatto scontato per una comune cittadina con l’onore e l’onere di essere presente lì, a Santi Apostoli, è stata la percezione che il dibattito fosse vero, non precostituito, appassionato e diretto, tra tutti i leader politici. Quella cittadina poteva persino illudersi che il suo intervento, articolato e motivato, venisse ascoltato e soppesato. Non poco, per chi era arrivata alla prima riunione dei 45 con il vago sospetto di dover rappresentare la tanto citata “società civile” da semplice comparsa, solo con la propria presenza fisica al tavolo di ministri, parlamentari, sindaci e governatori illustri. Devo ammettere che sono uscita da quella riunione convinta che ci fosse da ben sperare dal lavoro di questo Comitato, se il dibattito era stato sin dall’inizio così aperto e appassionato. Mi sono persino pentita per aver sospettato di essere stata chiamata ad uscire dalle file della gente comune per fare da “foglia di fico” ai partiti
L’appuntamento successivo del “Comitatone” doveva essere per l’11 giugno, con ordine del giorno: discussione sulle regole per elezione della Assemblea Costituente. Come APD abbiamo iniziato subito a lavorarci, con un metodo chiaro: chi di noi aveva competenza nel settore ha elaborato una sorta di schema di regole elettorali, ognuna motivata esplicitamente, e preceduta da alcuni principi di fondo a nostro parere non negoziabili per la costituzione del nuovo partito. Su quei principi abbiamo, poi, verificato il consenso dei nostri aderenti, con un lavoro capillare di discussione sul territorio, regione per regione, e dopo gli aderenti anche i “simpatizzanti” del PD. Per l’11 eravamo pronti con una nostra proposta e con un portale (www.primariepd.org/primarie) da offrire come strumento del Comitato per dare trasparenza e pari opportunità a liste e candidati in vista del 14 ottobre.
La riunione, però, è stata spostata al 18 giugno. E allora abbiamo approfittato del maggior tempo a nostra disposizione per allargare via e-mail il dibattito sulla nostra proposta di regole e sul portale delle primarie. Risultato: in pochissimi giorni siamo stati tempestati di migliaia di e-mail di adesione alle regole ad anche di sostegno per il lavoro della mia persona all’interno del Comitato. Il sito delle primarie, poi, nelle prime ore on-line ha avuto picchi di un migliaio di visitatori, di fatto senza alcuna forma di pubblicità se non quella del passa-parola. Perché la cosa non sembrasse di parte, abbiamo anche organizzato una conferenza stampa in cui regole e portale potessero diventare di dominio pubblico, leggibili e valutabili anche dai 44 (più la sottoscritta) che si sarebbero riuniti dopo pochi giorni. Chi non avesse preso parte alla conferenza, poteva sempre leggere e aggiornasi sul nostro sito.
Il 18 giugno la riunione era convocata per le 15. Si è visto subito che il clima era diverso dal 30 maggio: incontri in stanza chiuse a due o tre; volti sereni e sguardi fin troppo amichevoli tra Prodi, Fassino e Rutelli, gli stessi che alla riunione precedente avevano evitato accuratamente di incrociarsi anche solo con lo sguardo; battute e risate in grande allegria; assenze illustri, come quella di D’Alema e Bersani (oltre a Gad Lerner che non è mai venuto, o Tullia Zevi) e partenze precoci come quella di Amato (“torno a fare il ministro”), Dini, Veltroni. La riunione è iniziata alla 16 circa. Ci è stato distribuito solo allora un decalogo di regole con un regolamento concepito dai tre saggi presenti (Vassallo, Ceccanti, Biasia), filtrato dai tre coordinatori Soro, Barbi e Migliavacca.
Quest’ultimo ha illustrato il documento, mentre i pochissimi che non lo conoscevano già si affrettavano a leggerlo almeno per sommi capi. Alle 16,30 è iniziato il dibattito, con una premessa tassativa che alle 18,15 la riunione doveva chiudersi. Poiché 105 minuti diviso 43 presunti iscritti a parlare (Prodi e Migliavacca avevano già parlato) in matematica fanno 2,5 minuti per ogni singolo intervento, è stato concordato che era troppo poco. Pertanto, la Presidenza ha concesso 3 minuti. Le domande che logicamente che ne conseguono sono: 1) Perché la volta scorsa, in cui di regole non si è parlato, non è stato posto alcun limite alla durata della riunione, che oltretutto era di notte (con obbligo di pernotto per chi non vive di politica, né a Roma, e deve pagarsi un albergo nonchè chiedere un ulteriore giorno di permesso a lavoro)? 2) Se il Comitato è stato pensato per fare delle buone regole, come si può pensare che le medesime vengano: a. presentate all’inizio della riunione, b. dibattute con 3 minuti di intervento ciascuno, c. decise dopo due ore?
A chi, come la bravissima Rosy Bindi, ha chiesto di ricevere prima, come civilmente e democraticamente si fa in questi casi, i documenti per email e di programmare la decisione finale su di essi entro una settimana con un ultimo incontro, è stato risposto: a) non si poteva uscire dalla riunione dicendo che non si è ancora deciso nulla. E’ stato allora suggerito che sarebbe bastato dichiarare alla stampa che il documento era stato distribuito, che c’era l’accordo di massima sui principi, e che il dettaglio sarebbe stato deciso più approfonditamente entro una settimana. Suggerimento di grande serietà in cui ne avrebbe guadagnato l’immagine di credibilità del Comitato.
Ma il suggerimento è caduto nel nulla. b) a chi ha obiettato che almeno non si parlasse di unanimità del Comitato, è stato gentilmente ricordato che “in quell’organismo non si è chiamati a votare”. E allora come può fare il cittadino a sapere come sono andate le cose, e soprattutto “chi” ha detto “cosa”? Un’ulteriore riunione del Comitato sarà convocata tra una settimana, ma solo per salvare una parvenza di decenza: in realtà, la vera volontà di molti autorevoli esponenti di partito era quella di votare per email il documento. La farsa non è ancora finita, si tratta di capire chi avrà ancora voglia di fare la comparsa. Nessuno era così ingenuo da pensare di poter condizionare le scelte dei partiti, vivi e forti più che mai, ma almeno partecipare ad un dibattito vero, questo sì, lo pretendevamo da un partito che si spaccia per “nuovo”.
Questa è la cronaca delle modalità di svolgimento del dibattito sulle regole elettorali per il PD. Sul contenuto ci sarà molto da dire e molto da spiegare, ma l’APD intende prima confrontarsi al proprio interno e sul territorio, come ha sempre fatto. Solo dopo diremo la nostra posizione, con chiarezza e trasparenza. Questi due principi non sono per noi negoziabili. Ad alcun livello.
* Associazione per il Partito Democratico
Un appello quasi disperato
L'ho scritto io a due liste che vogliono concorrere alle primarie per l'Assemblea Costituente del PD, quelle che si terranno il 14 Ottobre.
Ci sono delle belle persone lì dentro, ma non si accorgono che andando divise vanno al massacro e perdono l'occasione per cambiare l'Italia.
Forza ragazzi, non é troppo tardi.
Ci sono delle belle persone lì dentro, ma non si accorgono che andando divise vanno al massacro e perdono l'occasione per cambiare l'Italia.
Forza ragazzi, non é troppo tardi.
giovedì 14 giugno 2007
Doppia marchetta
Volevo segnalare due cose interessanti fatte da due amici: poi le volevo anche commentare, ma mi pareva di scrivere una marchetta esagerata. Così mi limito a segnalare che Paola Caporossi, una dei 45 del comitato nazionale per il PD, ha scritto una sua presentazione al pubblico dove dice alcune cose in cui mi rispecchio (quasi) totalmente.
Alberto Vannucci, valente politologo, ha avuto il culo pazzesco di avere pronto un libro sulla corruzione in Italia, scritto a quattro mani con Donatella della Porta: si chiama "Mani Impunite". Esce domani, e con l'aria che tira potrebbe fare cassetta.
Alberto Vannucci, valente politologo, ha avuto il culo pazzesco di avere pronto un libro sulla corruzione in Italia, scritto a quattro mani con Donatella della Porta: si chiama "Mani Impunite". Esce domani, e con l'aria che tira potrebbe fare cassetta.
domenica 27 maggio 2007
Il numero 33
La moltitudine di gente che sta firmando l'appello sul blog di Luca Sofri é testimoniata incontrovertibilmente dalla posizione della mia firma.
Quando il mio nome é apparso era posizionato in fondo alla seconda colonna, ora sembra in cima alla prima.
Sono il numero 33.
Mi venite a fare compagnia?
L'appello chiede che nel comitato dei 45 saggi che devono scegliere le regole per eleggere la prima assemblea del PD siano inseriti dei giovani.
La questione non é banale come sembra: scegliere le regole significa infleuzare il risultato, e noi vogliamo che anche le persone non particolarmente ammanicate possano entrare nell'assemblea.
Quando il mio nome é apparso era posizionato in fondo alla seconda colonna, ora sembra in cima alla prima.
Sono il numero 33.
Mi venite a fare compagnia?
L'appello chiede che nel comitato dei 45 saggi che devono scegliere le regole per eleggere la prima assemblea del PD siano inseriti dei giovani.
La questione non é banale come sembra: scegliere le regole significa infleuzare il risultato, e noi vogliamo che anche le persone non particolarmente ammanicate possano entrare nell'assemblea.
venerdì 25 maggio 2007
giovedì 24 maggio 2007
I dinosauri che non temono estinzione
Ma solo da noi accade che basti ripetere le stesse cose di buon senso per sembrare un genio?
Tito Boeri dice che troppi vecchi fanno male alla politica e accorciano gli orizzonti del paese, ed io salgo sul tavolo ad applaudire.
Anche perché, vista l'età media del comitato di saggi che hanno messo insieme per il PD....
Tito Boeri dice che troppi vecchi fanno male alla politica e accorciano gli orizzonti del paese, ed io salgo sul tavolo ad applaudire.
Anche perché, vista l'età media del comitato di saggi che hanno messo insieme per il PD....
domenica 29 aprile 2007
Il tempo dell'azione

La mia lettera a tutti gli amici del blog.
Cari Amici,
Vi scrivo per proporvi di entrare a far parte dell'Associazione per il Partito Democratico.
Come invito può suonare un po' brusco, ma questo é il tempo dell'azione. Oggi infatti si é aperto uno spiraglio per cambiare la politica italiana, ma questa porta non rimarrà aperta per sempre. Se ci vogliamo provare bisogna farlo ora, senza perdere tempo.
La politica in Italia é frammentata, chiusa e falsa. In Parlamento ci sono più di 15 gruppi, la maggioranza sono piccolissimi: al governo c'é una coalizione di 9 partiti, ognuno dei quali si sente in dovere di specificare la propria posizione su tutto. I parlamentari che abbiamo votato sono stati nominati dalle segreterie dei partiti, agli elettori non é stata data nessuna possibilità di scegliere. E intanto tutti sono troppo impegnati in mille dichiarazioni e mediazioni per ricordarsi di fare quello per cui sono stati eletti.
Ormai 4 anni fa un intellettuale, Michele Salvati, cominciò a parlare dell'esigenza che nascesse un partito democratico grande e unito, capace di ridurre la frammentazione e sollecitare la partecipazione dei cittadini. Fu considerato un pazzo. Invece l'idea aveva una grande forza, sono nate molte associazioni per spingere questo progetto e gli ultimi congressi di Margherita e DS hanno deciso di dare vita al PD.
Ora si tratta di non lasciare la sua fondazione solo agli apparati dei vecchi partiti: il PD deve raccogliere le energie dei non iscritti, altrimenti non ci sarà nessuna novità.
Il 5 Aprile i coordinatori di Margherita e DS, spinti da molti autorevoli appelli, hanno accettato il principio di "una testa un voto": significa che è passata l'idea delle primarie per far nascere il nuovo soggetto politico, e che, pertanto, saranno i cittadini a scegliere chi dovrà rappresentarli nella sua fase costituente. Le elezioni per l'assemblea costituente ci saranno nel prossimo autunno, e ci dobbiamo far trovare pronti. Solo se avremo voglia di partecipare potremo portare il nostro contributo a questa avventura.
Se il progetto vi interessa avete due modi per contribuire: chiedete subito di aderire all'APD Toscana indicando nome, cognome, indirizzo, data di nascita e recapito telefonico all'indirizzo apd.toscana@tiscali.it e girate questo invito con due righe di presentazione a chi può essere interessato.
A Presto,
Federico
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