venerdì 15 dicembre 2006

Una di queste notizie non e' vera

Uno degli affari piu' dibattuti in questi giorni in Irlanda e' se vadano permessi i matrimoni tra persone dello stesso sesso
Ieri l'Alta Corte ha rifiutato di riconoscere un matrimonio che due donne avevano celebrato in Canada, e ha negato che per questo l'Irlanda stia violando la Convenzione Europea sui diritti umani.
Intanto la Navratilova e' scesa in campo per difendere il diritto delle pecore ad essere gay, ed alcuni zoologi sostengono che talvolta gli animali sviluppano naturalmente icomportamenti omosessuali.
La Santa sede si e' detta preoccupata per queste ricerche, perche' se fossero confermate bisognerebbe trovare d'urgenza un nuovo nome al peccato "contro natura".

giovedì 14 dicembre 2006

Quando la TV fa la rivoluzione...

Questa si che e' TV rivoluzionaria!
Una domanda alla contributor belga: ma che succede in quel folle paese?

martedì 12 dicembre 2006

A bocce ferme/2

Mannheimer ipotizza che la caduta di popolarita' del governo sia dovuta anche alla legge elettorale, che ha reso la coalizione molto larga e con interessi divergenti.
Spiegazione suggestiva ma assai incompleta.
Il problema non e' tanto l'ampiezza della coalizione ma l'interesse che hanno tutti i partiti ad criticare le azioni del governo stesso.
E l'incapacita' di Prodi di vendere un sogno agli italiani.

sabato 9 dicembre 2006

venerdì 8 dicembre 2006

A bocce ferme...

Dopo mesi dalle elezioni politiche, con il clima che si e' un po' rasserenato, mi sembra utile fare qualche considerazione sul sistema elettorale con cui abbiamo votato.
Se i sondaggisti sono usciti con le ossa rotte dalle elezioni del 2006 bisogna riconoscere agli esperti di sistemi elettorali che ci avevano preso: guardate un po' cosa scrisse Roberto D'Alimonte prima che la nuova legge elettorale fosse stata approvata:

"Chiunque vinca le prossime elezioni avrà a disposizione una maggioranza risicata, esposta ai condizionamenti di qualunque sua componente o di qualunque lobby parlamentare"

ed inoltre, parlando del Senato:

"Tra elettori che non votano per questa camera (i giovani tra i 18 e i 24 anni) e premi regionali, non è affatto certo che dall’elezione dei senatori esca la stessa maggioranza della Camera".

I limiti di questa legge elettorale sono tre:
1)da' molto potere di ricatto ai piccoli partiti
2)aumenta il rischio di maggioranze diverse nelle due camere
3)spezza alla radice ogni legame tra cittadini ed eletti

Non che Berlusconi non avesse buone ragioni per fare una porcata del genere: i piccoli partiti sono un problema che affligge piu' gravemente la sinistra, e dato che la sinistra stessa era in vantaggio nei sondaggi una legge elettorale che rendesse incerto il risultato e ingovernabile il paese era perfettamente razionale.

Ora si tratta di decidere due cose: come riformare il sistema elettorale e quando farlo.

Ci volevano gli americani?

Psicologia della coppia

Festeggia i suoi successi, non ti lascerà mai.

lunedì 4 dicembre 2006

Lavori letterari

In Germania gira una battuta al veleno.

"Esistono due tipi di tassisti:
quelli che non sanno una parola di tedesco e quelli che l'hanno studiato".

domenica 3 dicembre 2006

Non ti fidare di me!

Fulminante contributo sulla affidabilita' di Wikipedia:

Nonno: "Non usare Wikipedia, che dice solo stronzate".
Nipote: "Come lo sai?"
Nonno: "Ci scrivo"

via...it.wikipedia.org

venerdì 1 dicembre 2006

Vuoi partecipare ad un esperimento?

Oggi vi chiedo di partecipare ad un esperimento: si tratta di fare un po' di sociologia dal basso, secondo le proprie esperienze personali.

Il problema numero uno dell'Italia e' il nepotismo, il familismo amorale, la mancanza di meritocrazia. Tra gli esimi lettori dell'Osteria questa e' una verita' assodata, che non ha piu' bisogno di dimostrazioni. Ma lo scrive benissimo Michele Anis sulla Stampa: secondo un sondaggio del Censis gli italiani sono conviti che le relazioni contino piu' del merito per fare carriera...

Eppure, sono sicuro che alla stragrande maggioranza di noi questa situazione non piaccia. E allora, come fa il nepotismo a replicarsi?

Ci sono molte ragioni, ma secondo me una sta proprio in quella risposta data al sondaggio del Censis citato da Anis. Gli italiani credono (o sanno) che le relazioni contino piu' del merito: di conseguenza coltivano quelle piu' di questo.
Meccanismo semplice e mortale.

Ed eccoci all'esperimento: conosci qualche situazione dove questa convinzione porta a rafforzare il nepotismo? Ti sei mai trovato in una di queste situazioni? Ce la racconti?

mercoledì 29 novembre 2006

Un club esclusivo?

Al rientro di Placanica in caserma, i colleghi "mi hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, 'benvenuto tra gli assassini', mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo Morte sua vita mia, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male".

via repubblica.it

sabato 25 novembre 2006

Stereotipi.

Quando torno in Italia dopo una lunga assenza ci sono due cose che mi sorprendono sempre.
Quanto è buona la cucina italiana e quanto fa schifo Studio Aperto.

venerdì 10 novembre 2006

Il "volontariato" da sconfiggere

"E li chiamano ancora assistenti..."
E' il titolo di un articoletto apparso sul sito studenti.it, e se si riesce ad andare oltre lo stile populista con cui e' scritto si trova qualche spunto di riflessione.
Prima di tutto, senza il ricorso sistematico allo pseudo volontariato l'univerista' si fermerebbe. La commissione d'esame di cui faccio parte io e' composta da tre persone che lavorano nell'universita' (due professori ed un ricercatore) coaudivati da uno stuolo di dottorandi (5 o 6,di cui faccio parte). In pratica senza la nostra forza-volontariato (che dire forza lavoro non ha senso) per fare gli esami ci vorrebbe un tempo infinito: con noi si fanno in un solo giorno.

Non che mi lamenti: saranno cinque o sei gironi all'anno, e mi permettono di scrivere sul curriculum che sono "cultore della materia" e soprattutto a tenermi nell'orbita dell'universita'. Ed e' qui, nella seconda parte della frase, che arrivano i dolori.
Perche' questo volontariato non e' volontariato, ma il primo tassello di un accordo tacito e non limpidissimo.
La soluzione? Semplicissima.
Vietare che la'attivita' di "cultore della materia" possa essere prestata a titolo gratuito. Vietarlo, e prevedere un gettone minimo che renda questa attivita' simile ad un lavoro occasionale. Dargli la dignita' di lavoro. Bastano 50 euro al giorno.
Quanto vale rendere le cose trasparenti?

mercoledì 8 novembre 2006

Uomo avvisato...

Reazioni al Gay Pride annunciato a Geruslaemme:

"I rabbini di Edah Haredit, una corte rabbinica ultra-ortodossa, potrebbero lanciare prima di venerdì la temibile maledizione cabbalistica della Pulsa de Nura (la Scudisciata di Fuoco, in aramaico) contro gli organizzatori della Parade e contro le autorità che ne hanno reso possibile lo svolgimento, ha detto oggi il loro portavoce Shmuel Papenheim".

"La Santa Sede esprime la sua viva disapprovazione per tale iniziativa perché essa costituisce un grave affronto ai sentimenti di milioni di credenti ebrei, musulmani e cristiani, i quali riconoscono il particolare carattere sacro della città e chiedono che la loro convinzione sia rispettata".

La Repubblica.it

domenica 5 novembre 2006

Padri conto figli

Come la penso al riguardo lo sapete.
E' in corso una lotta generazionale, e i giovani non hanno uno straccio di possibilita' di vincerla.
Perche' sindacati (di pensioanti) e partiti giocano contro di loro.
Lo dice bene Scalfarotto.
Pero' sarebbe interessante andare oltre questa diagnosi, e capire come uscire da questa situazione.
Difficile, dato che i giovani non votano molto e i precari non hanno sedie al tavolo della concertazione (a meno di non considerare tra i precari quelli della scuola).

giovedì 2 novembre 2006

Chiesa omertosa

Un post sull'argomento ce l'ho in testa da tanto.
Ma la miseria morale della nostra chiesa si vede dall'omerta' che circonda i casi dei preti pedofili. Ora le Iene ci hanno fatto un servizio, e mi dispiace di non essere in Italia per vederlo.

Il cancro di Napoli

Ero ad una cena di lavoro, e a quel tavolo era rappresentata tutta l'Italia. Una o due persone per ogni regione o provincia autonoma. Non conoscendoli bene, era la prima volta che io partecipavo ad una di quelle riunioni, cominciai a memorizzare i miei colleghi con la regione di appartenenza.
Se mi ricordo bene cenai accanto a Marche, Liguria e Campania.
La cena fu piacevole, io piu' che altro mi gustavo il pesce spada e il simpatico frizzantino mentre ascoltavo la conversazione: conversazione leggera, fino a che non si comincia a parlare del divario tra nord e sud e specialmete della poverta' meridionale.
A quel punto Campania prende la parola ed espone la sua teoria: "Il male del Sud e' il Nord. Al Nord e' sempre convenuto tenere il Sud nella poverta', per avere mano d'opera a basso costo per le sue imprese. Se il Sud fosse stato lasciato libero di crescere chi avrebbe lavorato nelle catene di montaggio della Fiat?".
Nella mia incredulita' l'argomento riscosse un certo successo.
Solo qualche mese piu' tardi, leggendo un bel libro di Harrison e Huntington, riuscii a quadrare il cerchio.
E se la diagnosi di Campania fosse parte della sua malattia?

martedì 31 ottobre 2006

I problemi della scuola italiana

Oggi ho letto questo bellissimo articolo del prof. Panebianco. Sinteticamente e con una certa chiarezza fa le lastre al nostro agghiacciante sistema scolastico. Inoltre, vengono portati avanti due miei cavalli di battaglia: 1) nessuno sarà mai in grado di mettere mano a questo settore e 2) alla gente non frega un cazzo se il nostro sistema educativo è alquanto vergognoso.
Consiglio vivamente la lettura.


"Poiché le vicende della scuola suscitano sempre scarso interesse, pochi hanno lamentato che la contestata Finanziaria del governo Prodi preveda l'assunzione in tre anni di centocinquantamila precari. Negando così due esigenze: ridurre la spesa pubblica e assumere insegnanti bravi anziché «collocare» precari. A onor di verità, qualche commentatore aveva colto per tempo l'esistenza del problema. È giusto ricordare, ad esempio, che quest'estate un importante sostenitore del governo, Eugenio Scalfari ( La Repubblica, 25 agosto), considerato il numero abnorme di docenti (rispetto agli altri Paesi europei), sollevava l'esigenza di «parametrare il numero degli insegnanti nelle scuole medie sulla consistenza degli alunni».Sul Corriere del 27 ottobre Gianna Fregonara ha riportato i dati Ocse sullo stato dell'istruzione nei diversi Paesi e il giudizio impietoso che dall'Ocse arriva sulla qualità della scuola in Italia. In un altro Paese ciò sarebbe materia di scandalo, l'opinione pubblica fremerebbe e la classe politica cercherebbe un rimedio. Ma siamo in Italia: qui il governo vero della scuola, da almeno un trentennio, è delegato a un'alleanza di ferro fra burocrazia ministeriale e sindacati. Con risultati pessimi e nel disinteresse generale.Per capire come viene trattata l'istruzione basti considerare che nella Finanziaria è contenuta, nel silenzio o nella disinformazione di quasi tutti, una vera e propria riforma occulta della scuola (un'eccellente analisi è reperibile nel sito dell'Associazione docenti italiani). Non è prevista solo l'assunzione di un esercito di precari, che rende inutile ciò che è stato fatto in questi anni dalle Università, con le scuole di specializzazione, al fine di formare insegnanti di qualità. Si liquida, nel silenzio, gran parte della riforma Moratti, anche in ciò che aveva di più valido (come il doppio canale, scolastico e professionale, tanto detestato da sindacati e sinistra estrema). Si innalza poi l'obbligo scolastico (e non dovrebbe certo essere la Finanziaria a farlo), come previsto, è vero, dal programma dell'Ulivo, ma soprattutto con l'evidente intento, comprovato da dichiarazioni in tal senso di esponenti del governo, di salvaguardare e ampliare i già gonfiatissimi organici. Si lascia infine al Ministero la possibilità di fare della scuola tutto ciò che vorrà, demandandogli il compito di intervenire con venti decreti attuativi sui temi più disparati.A parte la scorrettezza di affidare alla Finanziaria la riforma della scuola lasciando all'oscuro il Paese, è la sostanza che deve preoccupare. Viene abbandonata ogni ipotesi di professionalizzazione degli insegnanti e di innalzamento della qualità dell'insegnamento e della preparazione degli alunni. Addirittura (c'è anche questa perla), si arriva di fatto a ingiungere agli insegnanti del biennio di ridurre del dieci per cento il numero dei bocciati al fine di contenere i costi.La scuola resta, anche con questo governo, ciò che è da un trentennio: una mastodontica e inefficiente struttura al servizio più della corporazione che vi lavora (ma con grande frustrazione degli insegnanti bravi che pure ci sono) che degli utenti. Una struttura nella quale, con i fallimentari risultati che l'Ocse documenta, non si deve muover foglia che il sindacato non voglia.Se si vuole un'ulteriore prova della sconfitta, culturale e politica, dei riformisti dell'Ulivo, è sufficiente leggere gli articoli della Finanziaria dedicati alla scuola, alla sua occulta riforma."

La scuola senza qualità, di A. Panebianco, Corriere della Sera, 30 ottobre 2006

lunedì 30 ottobre 2006

Italiani, popolo di santi, puttanieri e pedofili.

Al primo anno di universita' seguivo un pallosissimo corso di storia moderna con un professore che non si capiva se ci faceva o ci era. Ma secondo me ci era.
Per alleggerire le barbose lezioni ogni tanto ci raccontava alcuni aneddoti e curiosita', ma a volte le storielle gli sfuggivano di mano. Come quando disse che "Pisa e' sempre stata una citta' piena di puttane perche' essendo piena di studenti universitari..."insomma, ci dette dei puttanieri in diretta, e ci manco' poco che lo sommergessimo di fischi.

Ma leggetela la storia di copertina dell'Espresso di questa settimana. Studenti o no siamo pieni di bambine schiavizzate che si prostituiscono. Secondo una ricerca le vittime di tratta a scopo sessuale in Italia "sono 115 ogni 100 mila abitanti maschi con più di 15 anni. Al secondo posto l'Austria con 84 vittime. L'Olanda è ferma a 76. La Spagna a 54. La Germania a 45. La Francia a 27."

Filippo Gatti, Espresso.it

E' quasi pronta, ripassi il prossim'anno.

Una delle cause della lunghezza dei processi italiani e'che agli avvocati conviene tirarla per le lunghe.
E' un po' come se al meccanico convenisse fare le riparazioni un po' per giorno, oggi smonto la candela, domani la controllo, dopodomani ordino il pezzo di ricambio...
La differenza tra avvocati e meccanici e' che i primi sono molto meglio rappresentati in parlamento.
Il decreto Bersani cercava di cambiare un po' le regole della determinazione degli onorari, ma che succede? Un gruppo trasversale di senatori scrive un bel disegno di legge (N.963) che, certo tra molte altre cose, riporta queste regole al punto di partenza.
Divertente soprattutto la relazione, che ad un certo punto dice:
"La questione rimasta aperta è invece quella dei minimi di tariffa. Il problema va inquadrato nell’ambito del significato delle tariffe professionali.". Ma si, inquadriamolo.

Io, devo essere sincero, ho fatto un cattivo pensiero: su 47 senatori che hanno firmato questo ddl, quanti saranno avvocati?
Solo 10.

giovedì 26 ottobre 2006

Un'osteria di Italians

Secondo post dell'Osteria pubblicato anche come lettera sul forum di Severgnini.
Ho ricevuto risposte interessanti, se gli autori mi danno il permesso le pubblico.

venerdì 20 ottobre 2006

Lo devo dire?

E poi ci sarebbe da parlare di politica.
Perche' e' vero che ci siamo tolti di torno il governo Berlusconi, ma non e' che qui siamo entusiasti della politica del governo.
No, non che faccia tutto schifo. E' che la resa davanti ai tassisiti, una finanziaria senza riduzione di spesa (siamo uno dei pochi paesi con un rapporto tasse/pil sopra il 40%, media OECD attorno al 36%, e i ministri che non perdono mai occasione per smarcarsi dal governo dicendo che su qualche cosa non sono d'accordo...Insomma, potrebbe andare meglio, no?

Per ora continuo ad continuo ad astenermi dal parlarne.
Pero' non posso fare a meno di notare che il problema maggiore e' dato dal numero follemente alto di partiti al governo. Ed e' per questo che auspico con tutto il cuore la nascita del partito democratico.
L'ho detto.

Un appello "primario"

Ma alla fine, in quanti siamo andati a votare per le primarie? Tanti, certo. Ma quanti?
Tra gli oltre 4 milioni dichiarati all'inizio ai circa due milioni di cui si avrebbero i dati c'e' una inquietante differenza.
Inquitante perche' vengono in mente due ragioni per questo ammanco: o i votanti sono stati due milioni e il loro numero e' stato raddoppiato per fare scena (ed e' grave) o c'e' qualcosa che ha a che fare con i soldi.
Perche' si pagava un euro per votare, ricordate? Quindi ci sarebbero due milioncini di euro di differenza, non bruscoletti.

L'Associazione per il Partito Democratico ha lanciato un appello perche' la lista dei nomi venga tolta dalla cassaforte, rivolgendosi "a quei cittadini perbene che credono che la politica non debba essere abbassata al rango di custode di interessi particolari, da cui peraltro rischia di rimanere imprigionata...". Quattro gatti insomma.
Ma se vi sentite parte del gruppo date un'occhiata al loro sito.

giovedì 19 ottobre 2006

Il Rap non ha inventato niente

Le offese in rima esistevano prima e fatte meglio.
Per esempio il classico Marino vs. Murtola:

Vuo' dar una mentita per la gola
a qualunque uomo ardisca d'affermare
che il Murtola non sa ben poetare,
e ch'ha bisogno di tornare a scuola.
E' mi viene una stizza mariola,
quando sento ch'alcun lo vuol biasimare
perche' nessuno fa meravigliare
come fa egli in ogni sua parola.
E' del poeta il fin la meraviglia
(parlo dell'eccellente, non del goffo):
chi non sa far stupir vada alla striglia!
Io mai non leggo il Cavolo e 'l Carcioffo
che non inarchi per stupor le ciglia,

com'esser possa un uomo tanto gaglioffo.

Giambattista Marino

mercoledì 18 ottobre 2006

Satira Preventiva

E' una rubrica dell'immenso Michele Serra. Dopo aver letto il fantastico numero di questa settimana mi sono ricordato che volevo segnalarvi anche questo pezzo dell'anno scorso. Dedicato agli appassioanti di vino.

"La vendemmia 2005 promette una serie di imperdibili novità in bottiglia. Come sarà il vino di quest'anno? Non ne so una mazza, ovvio: mica faccio il viticoltore in + sono anche astemio Ma oggi visto che se non assaggi alcun vino vieni snobbato ,per gli amici segnalerò alcuni vini tipici per regione un pò strampalati Partiamo dal Barolo, le piogge scarse promettono un raccolto non abbondante ma di ottima qualità. Tanto che alcuni produttori di spicco, come il sig Vitillo, quest'anno contano di poter produrre direttamente un Barolo dell'89, annata memorabile. I fratelli Pautasso, attenti gestori della splendida tenuta Le Nespole, puntano le loro carte sull'eccellente Gocciolone, stagionato in barili di vimini che lasciano traspirare il vino fino a farlo colare lentamente sul pavimento, dove viene raccolto con il metodo tradizionale, spingendolo con scope di saggina dentro antichi scolatoi in pietra. Di qui l'inconfondibile perlage grigiastro e l'apprezzato retrogusto di detersivo per pavimenti. dalla Toscana invece arriva ormai inarrestabile l'ascesa dei vini del Bolgherese. Dopo Sassicaia e Ornellaia, apprezzatissimi perché nessuno è così idiota da parlare male di una bottiglia dopo averla pagata 120 euro, è il momento del Sudiciaia, del Corteccione e del Marronaia, raffinatissimi rossi a produzione molto limitata. Li seleziona, nel fondo Le coust car, il principe Metello Incisa Antinori Frescobaldi della Gherardesca, che raccoglie solo acini numerati e spremuti direttamente dalla moglie Ugucciona, a piedi scalzi, in piccoli cesti di palissandro intarsiato. Inconfondibile il retrogusto di smalto per unghie o, ad anni alterni, di acetone. Per limitare la produzione, anche quest'anno in Toscana si è deciso di lasciare un solo grappolo per ettaro, meglio se rosicchiato dai cinghiali. Insuperabile il vino del mio amico Vincenzo Truffaldino , che nel suo podere-orto , dieci metri quadrati in tutto, produce ogni anno solo una bottiglia di Impiccone. Costa 7 mila euro e si chiama così perché in genere sa di tappo e l'acquirente si impicca. Passiamo ad un vino Laziale molto apprezzato,il frascati. Il più andante e popolare dei vini da pasto sta conoscendo un profondo processo di riqualificazione. I bottiglioni da due litri venduti negli ipermercati a un prezzo inferiore della benzina (pur avendo un numero superiore di ottani) sono ormai un ricordo. Il Frascati della Fattoria Bombardone , ad esempio, è venduto in raffinate bottiglie bordolesi e costa dai 15 euro in su. L'unico problema è che il vino è identico a quello di prima, ma produttori intelligenti, come i fratelli Bombardone e il sig.mina vagante , contano presto di migliorare il prodotto, a costo di infrangere la tradizione dei Castelli romani: vinificheranno con l'uva anziché con le bucce di fava. Per ultimo ma non per apprezzamento il Il vino del Milanese, fin qui non rinomatissimo, è stato coraggiosamente reinventato dalla famiglia Perego di Lissone, che ha riconvertito il capannone dove produceva fusibili per scaldabagni, lungo la Tangenziale est (zona industriale ), e oggi sullo stesso terreno produce due vini abbastanza significativi, l'Olona e il Lambro. Caratteristica principale il colore cangiante sia del vino sia del bevitore, con sfumature che, nel corso della bevuta, vanno dal verde pallido al cinerino al nerofumo. Molto innovativa la pigiatura a copertone di camion, effettuata dai Tir che parcheggiano nella vigna quando l'uva è ancora sui tralci. Caratteristica la bottiglia a schiera Brianza, disegnata dai geometri locali unendo ogni bottiglia alla successiva con un piccolo elettrodo in stile moresco. Molto apprezzato dai consumatori anche il prezzo: per ogni bottiglia che si porta a casa, si viene ricompensati con 5 euro".

Michele Serra (espresso.it)

lunedì 16 ottobre 2006

Il Pareggio di Pirro/2

Magra consolazione quella di essere stato buon profeta.

domenica 15 ottobre 2006

Ritinteggiata l'Osteria

Vi piace la nuova versione o preferite le vecchie tinte?












Fatelo sapere nei commenti, tornare indietro non costa nulla.

sabato 14 ottobre 2006

Fantasticherie

In questo periodo sono spesso solo per cena, e non mi sbizzarisco certo in ricette complicate. Se invece voi avete in programma di sfornare qualche manicaretto chiamatem...no, volevo dire, visitate prima questo blog.

A che serve quella letterina...

bianca alla fine di ogni post?

A segnalare ai vostri amici scandali come questo.

venerdì 13 ottobre 2006

Una lettura carina

Parla della rete e delle sue conseguenze per la nostra vita. Cioe', per la vita dei nostri nipoti.
Consiglaito se avete dieci minuti da perdere.

giovedì 12 ottobre 2006

TAV metafora italiana

Cito Pierluigi Battista dal Corriere di oggi, descrizione forse un po' ingenerosa ma incredibilmente efficace:

"La vicenda Tav si configura sempre più come la metafora del caso italiano. Un incredibile frullato in cui si mescolano localismo irresponsabile, incapacità di onorare la parola data, politicizzazione estrema di ogni questione, anche la più tecnica, drammatico e incolmabile divario tra le parole e le cose, le dichiarazioni e le realizzazioni, le promesse e ciò che regolarmente non viene mantenuto. Sull’onda di una emergenza d’ordine pubblico, con i manifestanti che impedivano persino l’apertura del cantiere con cui stabilire se fosse vera o no la presenza dell’amianto nella montagna, il precedente governo di centrodestra decise di rimandare l’inizio dei lavori. La valle tripudiò....."

martedì 10 ottobre 2006

Non ci crederete...

...ma quello che ha scritto questa roba era editorialista di punta dell'Avvenire. E scrive libri. E ha un sito visitatissimo. Pazzesco.

"In primo piano, come sempre, lo stupido - e a volte cinico - gigante americano e, nell’ombra, l’ebraismo internazionale, con Israele spietato braccio militare, sempre più vicino alla conquista del mondo e all’instaurazione del regno dell’Anticristo grazie anche alla superficialità, all’ignoranza, alla vigliaccheria e alla bramosia di denaro e di potere (illusorio) del resto dell’umanità".
Maurizio Blondet


Donna avvocato, disastro annunciato.

Ricevo e pubblico

"Un ragazzo marocchino di 19 anni deve subire un processo per rapina e altre cosette del genere, non avendo un suo avvocato gliene viene assegnato uno d' ufficio. Il ragazzo però non accetta il suo difensore perchè è una donna e lui dice di non fidarsi. Viste le agitate lamentele durante il processo il giudice decide di sollevare la miss avvocato dall' incarico e assegnare al rapinatore un uomo. Ma è giusto? Ho cercato di rispondere a questa domanda che mi girava in testa con democrazia, larghe vedute e massima apertura culturale... ma la mia risposta rimane NO! Se la cultura di questo ragazzo reputa le donne incapaci di lavori come quello di avvocato non è certo un problema nostro e non andrebbe assecondato nelle sue convinzioni. Dopo questo episodio ognuno dovrebbe potersi prendere la libertà di rifiutare un avvocato d' ufficio a favore di un altro senza motivazioni oggettive ma a suo piacere. Indignata!"

Pimpi Birimpi

lunedì 9 ottobre 2006

Frasi storiche

"C'è un sottile velo tra l'essere un opinionista e l'essere un rompicoglioni".
Vittorio Zucconi

Bòtta forte!

Vorrei congratularmi con la lungimirante classe dirigente nordcoreana per lo spettacolo pirotecnico fuori stagione. E' rincuorante, ogni giorno che passa, realizzare che stiamo facendo di tutto per tornare indietro di sessant'anni (si stava meglio quando si stava peggio...). Viviamo solo in attesa della prossima attrazione. Chi sarà il prossimo? Forse la comunità Hamish che inscenerà una rivolta per conquistare il potere in America? O gli ortodossi che si sentono trascurati dai media? O, perché no, i buddisti incazzati che vogliono buttare giù la Grande Muraglia a rutti? Beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta se solo lasciamo spazio all'immaginazione...Per fortuna la realtà riesce sempre ad andare oltre...
Voglio anc'io la mia bomba! In alternativa, mi accontento anche solo di un raudo truccato...

domenica 8 ottobre 2006

Irish Dream

Forse e' un po' pomposo definire Dublino la nuova America.
Certamente e' un'iperbole, chiaro.
Ma passeggiate per O'Connell Street, entrate in un'ostello del centro, ascoltate le voci dei ragazzi che fanno la spesa ad un Tesco. Non ci sono solo polacchi e cechi. Riconoscerete anche molte lingue piu' familiari: spagnolo e italiano, tedesco e francese. Giovani "studiati", intraprendenti e stanchi. Sick: dell'Europa vecchia, di lavori malpagati ai call-center, di lavori un po' meglio pagati ma senza prospettive, insicuri. Gente innamorata del proprio paese, dove il cibo ed il clima sono SEMPRE migliori, ma dove mancano le opportunita'. Dove non si possono fare progetti.
L'Irlanda in questi anni e' sbocciata, trainata da una crescita economica che anche quest'anno sara' attorno al 6%. E' un paese giovane dove il 50% della popolazione, crederci o no, ha meno di 25 anni.
Gli italiani vengono in massa, in pellegrinaggio sembra, e sperano che il miracolo irlandese contagi anche loro. Appena arrivati lavorano negli ostelli, fanno i cassieri, i camerieri e imparano l'inglese. ALtri lavorano nel callcenter e nei custumer service, e guadagnano il doppio dei piu' fortunati tra i colleghi italiani.
Si parte per due mesi, e poi si scopre che non piove poi cosi' tanto. E poi basta un ombrello.

Dialogo sulla prostituzione

Amato
«Non ho alcuna obiezione a prendersela con i clienti. Quando si cita la privacy a difesa di uno squallido maschio che gira per la Salaria alla ricerca di ragazze dalle quali ottenere a pagamento ciò che non sa ottenere altrimenti, beh, della sua privacy mi interessa ben poco».

V. Luxuria
«Sono meravigliata dalle parole d'astio del ministro Amato. La prostituzione in Italia non è un reato quando chi la esercita è maggiorenne e lo fa per libera scelta, ciò che va combattuto è lo sfruttamento che a volte rasenta la schiavitù. Chi ricorre al sesso a pagamento non è una persona squallida, da punire o di cui violare la privacy, ma un libero cittadino del nostro paese, spesso solo, anziano, vedovo o non particolarmente attraente. Credo che qualsiasi utopistico tentativo di sradicare la prostituzione sarebbe causa di ulteriori violenze sessuali».

(via corriere.it)

martedì 3 ottobre 2006

sabato 30 settembre 2006

Scusate il post autoreferenziale

Ma a volte c'e' bisogno di fare chiarezza.

Segno dei tempi/2

Oggi un bambino sull'autobus attaccava le figurine sull'album dei calciatori.
Mi e' venuto da sbirciare per vedere se aveva il doppione di Baresi.

giovedì 28 settembre 2006

Io ve lo avevo detto

che Giuliano Amato era una gran testa.
Ma non gli servira' a nulla, badate bene.
Una politica cosi' pragmatica, anti-dogmatica e politicamente scorretta non avra' mai possibilita' di essere approvata nel paese dei Mastella.

mercoledì 27 settembre 2006

Esiste un diritto al suicidio?


Premessa di carattere personale
Si tratta di un processo per certi versi doloroso.
Pensare, intendo.
Cercare di arrivare ad un giudizio su cosa è bene e cosa è male quando ci sono elementi e principi in lotta tra loro. Mettere insieme le idee, dividerle in due campi opposti e poi farle scontrare per vedere come va a finire. E’ tanto difficile che ti verrebbe voglia di pensare ad altro, lasciare perdere, chi me lo fa fare. Non sono mica il parlamento io. E anche se arrivo ad una soluzione? Cosa cambia?
Niente cambia.
Però me lo devo chiedere se l’eutanasia è giusta o non. Me lo voglio chiedere dal punto di vista di un cattolico quale, tra le altre cose, sono. Per il resto vi chiedo di aiutare, in un modo o nell’altro, la mia riflessione.


La domanda
Chiedersi se un uomo possa decidere di darsi la morte in condizioni di sofferenza è una questione mal posta. Anche se decidessimo che è giusto rimarrebbe da decidere quale sia il grado di sofferenza che abilita a prendere la decisione. E quanta sofferenza potrebbe essere considerata “abbastanza”? Il limite é vago, indeterminabile. Non vale neanche chiedersi se sia giusto darsi la morte quando non ci sia più speranza di guarigione. Intanto perché le prognosi, anche quelle infauste, sono spesso probabilistiche. Inoltre perché la malattia può pure avere un decorso letale, ma questo può essere breve, lungo o lunghissimo. Non é questa la strada. La domanda ben posta é più radicale e brutale.
Un uomo può disporre della sua vita? Può decidere di darsi la morte? In termini polemici, esiste un diritto al suicidio? La mia risposta, seppure provvisoria, è si.

Il ragionamento
La risposta cattolica é no. La vita é un dono di Dio, é sacra, e noi non possiamo disporne. Il comandamento “non uccidere” implica anche la non liceità di uccidere se stessi. Pietra tombale sopra l’aborto (a condizione che l’embrione sia un essere umano, certo), la pena di morte e l’eutanasia. Non sulla rinuncia a cure che si configurano come accanimento terapeutico ma questo, almeno in linea di principio, è un altro discorso.
Anche il diritto di molti stati occidentali sembra riconoscere la validità del comandamento biblico, tanto da tramutarlo in legge. Uccidere è sempre vietato e punito, anche se esistono delle eccezioni più o meno grandi.
Eppure il suicidio, l’uccisione di se stessi, non è punito. E non certo per la ragione che superficialmente parrebbe ovvia. Infatti non è punito neanche il tentato suicidio. Se io provo ad uccidermi e non ci riesco magari finisco in psichiatria, ma non davanti al giudice. Se provo ad uccidere qualcun altro e non ci riesco finisco dritto in carcere. Perché questa differenza?
Perché il divieto di uccidere che è prescritto dalle nostre leggi non viene dal comandamento biblico ma da un principio liberale. Ogni essere umano ha un diritto di proprietà sulla sua vita, ed è libero di gestirla come vuole finché la sua libertà non urta quella di un’altra persona. Portato alle logiche conseguenze questo vorrebbe dire che se un uomo decide consapevolmente e liberamente di rinunciare alla propria vita, per qualsiasi motivo, deve essere capace di farlo. Quello che non può fare è disporre della vita di un altro uomo.
Per un cattolico questo ragionamento non vale. E non vale perché è diverso il punto di partenza: un cattolico non crede di avere un diritto di proprietà sulla sua vita. La vita appartiene a Dio, e suicidarsi è moralmente sbagliato come uccidersi, è un peccato.
Ma su quale base un cattolico può volere che questa legge morale sia anche legge dello stato, cioè vincolante per tutti i membri della comunità politica?

La mia risposta (provvisoria)
Legge morale e legge dello stato non sono la stessa cosa. Noi che crediamo nella separazione tra stato e chiese abbiamo abbandonato la pretesa che tutte le leggi morali siano anche leggi dello stato. Non chiediamo che la vendita di contraccettivi sia messa al bando, non chiediamo che “il desiderio della roba d’altri” sia punito con un ammenda di 10.000 euro. Però siamo tutti d’accordo nel proibire il furto e l’omicidio. Dove sta la differenza? Quale linea possiamo tracciare tra le norme morali che devono avere validità di legge e quelle che devono restare solo morali? La linea è quella liberale: solo i comportamenti che danneggiano l’altro sono vietati. Gli altri rimangono moralmente illeciti, ma uno stato non può vietarli senza diventare uno stato-etico. E che una democrazia-etica sia indesiderabile lo pensiamo tutti, credo, dato anche che non abbiamo nessuna garanzia che l'etica della maggiornaza sia sempre la nostra.

Conclusione altrettanto provvisoria
Se lo stato non può disporre della mia vita non può né uccidermi né impedirmi di rinunciare alla vita. Da cattolico io deciderò di non rinunciare alla mia, ma non ho alcun diritto di imporre agli altri questa mia scelta. Non ho il diritto di imporre agli altri l’indissolubità del matrimonio, ma ho il diritto di difendere la vita del condannato a morte o del bambino che sta per nascere. Il problema dell’eutanasia così è sorpassato alla radice: eutanasia si se sono io a chiedere di morire, eutanasia no se io non ho espresso questa volontà.

Rimarrebbe da discutere quali siano le condizioni per cui la decisione possa considerarsi libera e consapevole ma anche questo, mi pare, è un altro discorso. Chi volesse una buona panoramica del dibattito filosofico e giuridico intorno al diritto a morire puo' visitare questa pagina.

martedì 26 settembre 2006

Oggi si parla di: Eutanasia

Decuplicati nello spazio di una settimana.
Il numero di blog che parlano di eutanasia e' aumentato in modo vertiginoso, e tutto per la lettera che Piergiorgio Welby ha scritto al presidente della Repubblica Napolitano.




Welby e' malato di distrofia muscolare, rimane in vita perche' collegato a delle macchine che lo fanno respirare. Welby e' anche co-presidente dell'associazione Luca Coscioni.
Le reazioni alla lettera sono state molte e varie.
La chiesa definisce l'eutanasia di ogni specie un percorso di morte, la politica ci sguazza e Scalfarotto e' andato fuori dalla grazia di Dio.
Il 58% degli italiani sarebbefavorevole a qualche forma di eutanasia, dice l'ISPO.

Io credo che questa sia l'opportunita' per un dibattito serio.

Segno dei tempi

Stamattina in autobus avevo di fronte una signora sulla cinquantina. La guardavo e nmi sembrava che venisse dal passato, che appartenesse ad un'altra epoca. Mi faceva venire in mente il tempo delle mie gite scolastiche, e non capivo perche'.
Poi, all'improvviso, una folgorazione.
Ascoltava musica da un lettore cd.

Quando il giudice e' incompetente

E chi l'ha detto che i nostri giudici di pace siano degli impreparati. Guardate che negli States stanno pure peggio!

(dal NyTimes, gratuito ma per utenti registrati)

sabato 23 settembre 2006

Si, Si: chiamatemi giustizialista...

...ma io credo che dieci anni di galera se li meriterebbe.
Di riformatorio, va, che sono un illuminato.

Aggiornamento 23/09: Questa era la notizia originale come riportata dal televideo RAI

09/2006 11:09
BOLOGNA, DODICENNE STUPRATA DAL BRANCO
Una bambina di 12 anni ha denunciato di avere subito una violenza sessuale di gruppo in un parco pubblico di un comune del bolognese, Anzola dell'Emilia. Arrestato uno dei presunti violentatori, un marocchino di 20 anni. Dopo lo stupro la piccola vittima ha raccontato tutto ai genitori, che hanno denunciato il fatto ai carabinieri. La bambina è stata portata in ospedale per accertamenti. Il 20enne è stato identificato in base alla descrizione fornita dalla ragazzina. E' in corso la ricerca degli altri componenti del branco. Nello stesso parco pubblico, oggi alle 20 si terrà una fiaccolata.

ATTENZIONE (30/9/2006)
Leggendo questo post i distratti potrebbero pensare che la storia del televideo corrisponda alla verita'. Anche un anonimo commentatore ci e' cascato (vedi i commenti). Se avete la pazienza di leggere il link che ho messo sopra capirete che i dieci anni di galera non sono per il povero immigrato. Sono per la ragazzina che ha inventato tutto.

venerdì 15 settembre 2006

Perche' e' impossibile amare senza ferire l'amata

Cito Graham Greene, da "The quite american":
"If only it were possible to love without injury...fidelity isn't enough: I had been faithful to Anne and yet I had injured her. The hurt is in the act of possession: we are too small in mind and body to possess another person without pride or to be possessed without humiliation.".
Dibattito da Osteria, ma dopo un paio di bicchieri di rosso, di quello forte...

domenica 10 settembre 2006

Lettera a "Italians"

Francesco, esimio contributor dell'osteria, ha scritto questa lettera al forum del Corriere.
La voleva postare anche sul blog, ma ha scoperto che questo blog in Cina e' censurato. Che bello, da oggi posso raccontare di essere stato censurato dai comunisti.

"Caro Beppe, cari Italians,
la parola Cina pronunciata all'orecchio di un italiano è spesso sinonimo di minaccia. Chi l'ascolta assume un'aria mista di paura (per la concorrenza economica) e di superiorità (per le pratiche di lavoro discutibili o la scarsa democrazia). Ma basta metterci un piede, in Cina, per capire che questo Paese è soprattutto un'opportunità enorme. 1,3 miliardi di cinesi stanno cominciando a consumare, e quando lo faranno sul serio sarà bene essere presenti. Semplicemente e pragmaticamente.
I nostri vicini lo hanno già capito, e infatti le strade di Pechino e Shangai sono piene di Volkswagen e Citroen. Fiat non se ne vedono. Scooter sì, e anche tanti, ma Vespa neanche una. McDonald's e Starbucks quanti ne vuoi, ma a Pechino non ho visto un ristorante italiano (non mi era mai capitato in nessuna capitale del mondo). Businessmen americani affollano i ristoranti alla moda di Shangai, mentre gli italiani in pantaloni corti fotografano i guerrieri di terracotta e si arrampicano sulla muraglia. Però l'Italia è conosciuta ed è anche simpatica. Gucci, Armani, Zegna e Ferragamo sono sbarcati nelle boutique dei ricchi, anche se poi sono contraffatti ad arte nei mercati poveri. Un discreto numero di maglie azzurre, della nostra nazionale, camminano sui marciapiedi delle grandi città. E quando rispondo «italian» a qualche locale, immancabilmente sorride e comincia «ah ciao bello, cappuccino?», oppure «football, n.1». Non è molto, ma è un inizio.
Ora tocca a noi, soprattutto tocca ai nostri imprenditori. Facciamo innamorare la Cina, come già abbiamo fatto con gli Usa e con molti altri Paesi nel mondo, e ci potremo scordare la crisi economica per un bel po' di anni.
"

venerdì 8 settembre 2006

la prossima volta...

Avrei un po' di cose da raccontare, come sempre quando si comincia a visitare un paese straniero. Sara' che si e' piu' sensibili, ma si notano piu' cose.
Be', pagando internet un euro al quarto d'ora non e' che ve le posso raccontare ora pero'.
La prossima volta.

lunedì 4 settembre 2006

Farewell Dre

Chiamato "the punisher" per i suoi formidabili attacchi da fondocampo, oggi lascia uno dei più grandi campioni che abbiano mai calcato i campi dell'ATP.
Oggi Andre Agassi si è arreso per sempre al nemico più inesorabile, quello con cui puoi solo cercare di prolungare la partita: ancora più di "Pistol" Pete Sampras, il tempo e gli acciacchi fisici sono stati un avversario inesorabile.
Ma se ne va con la testa alta, e con l'interminabile standng ovation di più di ventimila sportivi commossi, e fino all'inverosimile.
Perché Andre è stato capace di scatenare tutta questa passione che anche, soprattutto, negli ultimi anni l'ha circondato?
Per una formidabile alchimia.
Perché ha giocato un tennis entusiasmante.
Perché è caduto e risuscitato.
Perché nel tempo è passato da rock star del tennis a esempio di vita.
Non per uno di questi motivi Andre è così amato, ma per tutti e tre insieme.

Dotato di una risposta sbalorditiva e di colpi da fondo imprevedibili, Agassi non è mai stato un giocatore completo: mancava di gioco a rete, e la battuta era poco più che nella media. Secondo il Boston Globe Andre non sarà ricordato come il miglior giocatore della storia, anzi, "neanche come il miglior giocatore della famiglia" (che è Steffi Graf). Ma ha vinto tutti i tornei dello Slam, unico a farlo nei tempi moderni cioé da quando si giocano su 4 superfici diverse. A Pete è sempre mancata Parigi.
Secondo Mats Wilander Andre Agassi è amato perché la sua storia tennistica ricorda la vita, con promesse, cadute, risurrezione e gloria. La vita che tutti vorremmo vivere insomma. Passato da numero 1 a 144, ha passato anni di crisi personale e tennistica. Ma è tornato a vincere tornei e a dominare la classifica ATP nel 1999, rinanscendo quando nessuno lo credeva possibile.
E poi la sua attività filantropica, soprattutto al servizio dei ragazzi sbandati di Las Vegas.

Oggi, battuto da uno sconosciuto dal nome celeberrimo (B.Becker) al terzo turno degli US Open esce di scena Andre Agassi, dopo aver fatto sognare tre generazioni di appassionati. Qui all'osteria è standing ovation.
Grazie Andre.

giovedì 31 agosto 2006

Il permesso di soggiorno non fa il monaco

La Storia di Iris, baby-sitter clandestina che salva la "sua bambina"
29/8/2006

Clandestini, ma eroi. Iris Noelia Palacios Cruz, 27 anni, veniva dall’Honduras ed era senza permesso di soggiorno. In Italia aveva trovato un lavoro. Anzi un compito: sorvegliare Letizia che ha 11 anni. L’ha fatto fino all’ultimo, fino a morire per salvarla perché Letizia aveva voluto nuotare, anche se il mare era mosso, e Iris non ha voluto lasciarla sola. Si è tuffata anche lei nel mare dell’Argentario, davanti a Cala del Bove, poi un’onda più alta, il vento di maestrale, e la piccola ha iniziato ad annaspare e il mare diventava sempre più grosso - forza 4 - e pericoloso. Iris ha raggiunto Letizia, l’ha aiutata ad aggrapparsi a uno scoglio: l’ha messa al sicuro. Poi è scomparsa. L’hanno ritrovata a più di cento metri dalla costa, gli uomini della Guardia Costiera. E’ stata la mamma di Letizia a sentire le grida della bambina. La famiglia della piccola - di Roma - aveva affittato una villetta a picco sul mare, la voce disperata di Letizia l’ha sentite per prima la madre che ha dato l’allarme alla Guardia Costiera. Con una motovedetta la bimba è stata recuperata in pochi minuti. Era infreddolita, aveva tagli sulle gambe e sulle braccia, era sotto choc. Ma viva. Un’altra imbarcazione ha cercato Iris, e ne ha trovato solo il cadavere. «L’ha fatto perché l’amava tanto - ha spiegato la madre di Letizia -. Iris era sempre molto affettuosa con la bambina». La ragazza lavorava a Roma da due anni, secondo le prime indagini dei carabinieri, le procedure per regolarizzare Iris erano già state avviate, ma questo non ha potuto evitare la denuncia ai genitori di Letizia, per violazione della Bossi-Fini. «Ipocrisia da parte delle istituzioni». Lidia Obando fa parte del direttivo delle Acli colf, è anche referente del centro America a Roma, responsabile dello sportello dell’associazione donne immigrate Nodi (Nostri diritti). «Ci dispiace - dice ancora - perché stavolta non si tratta di un infortunio sul lavoro, ma di una vita che non c’è più. Adesso chi pagherà? Le istituzioni? Il datore di lavoro? È un caso delicato. E poi, avrà lasciato dei figli?». «In Italia - continua - sono oltre un milione le colf e le baby sitter straniere, molte delle quali irregolari, come sa bene anche il governo. Circa quarantamila sono state regolarizzate, adesso in molti sperano di rientrare nel flusso bis». Iris aveva avuto una vita difficile, tre fratelli minorenni, la madre vedova e una vita precaria a Roma, con il suo stipendio che andava ad integrare le poche risorse della famiglia. La madre della baby-sitter è arrivata ieri mattina all’obitorio dell’ospedale di Orbetello dopo che l’autorità giudiziaria ha trasmesso l’autorizzazione alla sepoltura. «Voglio seppellirla a Roma» ha detto la madre di Iris. Sia dal Comune di Monte Argentario sia dal Campidoglio è arrivato l’impegno a sostenere la famiglia di Iris, un impegno che è stato preso anche dalla famiglia di Letizia. Per il sindaco di Monte Argentario «il nome di questa ragazza rimarrà nel cuore dell’Argentario, e dovrà restare un segno che la ricordi a tutti. Un simbolo, anche nei confronti di certi atteggiamenti che abbiamo verso chi viene da lontano per lavorare». Non è la prima volta che un extracomunitario diventa eroe, almeno non in Toscana.


Giusto due anni fa - il 14 agosto del 2004 - Cheik Sarr, coetaneo di Iris ma senegalese si gettò in mare a Castagneto Carducci per salvare un turista che stava annegando. Lo portò a riva e morì subito dopo. A Sarr sono state conferite la medaglia d’oro al valor civile dall’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e la cittadinanza onoraria del comune di Castagneto Carducci dal sindaco Fabio Tinti. Del turista però nessuno ha mai saputo niente. Letizia è ancora ricoverata, forse potrà tornare a casa domani, ai genitori il difficile compito di raccontarle che Iris non c’è più e perché.


Antonella Mariotti
(lastampa.it)

mercoledì 9 agosto 2006

La prima volta dei francesi (noi siamo avanti)

L'esposizione del corpo del leader è diventata un'arma comune della lotta politica: i nostri politici ormai hanno una cura maniacale della loro immagine. Si vince trapiantandosi i capelli, tingendoseli, correndo a piedi ed in bicicletta.
Intendiamoci, non è una cosa nuova in senso assoluto.
Mussolini, per fare un esempio a noi vicino, aveva instaurato una specie di religione del suo corpo: i giornali spargevano a piene mani le leggende sulla sua prestanza di sportivo e lavoratore.
Ma nell'Italia del dopoguerra questo strapotere dell'immagine era scomparso, tornando con la cosiddetta seconda repubblica. Ma giocando con l'immagine i politici hanno aperto il vaso di Pandora, costringendosi alle pratiche più improbabili fino alla terza e quarta età. E rinforzando fino all'inverosimile la curiosità popolare per il corpo del leader. Le prove? Comprate una rivista "femminile" in esatate: se non trovate un politico in costume l'oste vi paga una bevuta.

Bè, pare che anche la Francia abbia ceduto a questa deriva: ma l'hanno fato con classe, non c'è che dire.

domenica 6 agosto 2006

Ho appena letto un post carino

io vi dico solo la conclusione:


"In conclusione: ad Agosto in Liguria il mare è molto pulito, non ci sono mai temporali, non si trovano assolutamente preservativi e assorbenti per signora sulla riva, non c’è molto traffico e non si fanno mai code.
Israele è uno Stato pacifico e sta facendo il minimo indispensabile per difendersi.

E se qualcuno afferma il contrario, è pazzo o è amico dei terroristi.
"

Se lo volete leggere andate qui

giovedì 3 agosto 2006

Esperimenti

Io non dubito che gli Stati Uniti vogliano esportare nel mondo la democrazia la libertà e l'uguaglianza.

Infatti ci stanno provando in tutti i modi possibili:

Con il commercio in Cina e con l'embargo a Cuba.
Con la guerra in Irak e la diplomazia in Corea.

Quando scopriranno quale strategia funziona la applicheranno agli altri casi.

martedì 1 agosto 2006

Il comico medio è populista

Vero Bebbe Grillo?

L’italiano medio ruba le tartarughe,
l’italiano medio non vuole problemi,
l’italiano medio i problemi preferisce lasciarli a BorsellinoFalconeAmbrosoli, che se si facevano i c..o loro erano ancora vivi,
l’italiano medio quando è cliente vuole le liberalizzazioni,
l’italiano medio quando è industriale vuole i monopoli,
l’italiano medio se può evade le tasse,
l’italiano medio critica chi evade le tasse (lui lo fa per necessità),
l’italiano medio ama la famiglia e tiene la casa pulita,
l’italiano medio vuole uno stipendio, una laurea e un lavoro statale,
l’italiano medio è abusivo e condonista (sempre per necessità),
l’italiano medio diventa feroce, molto feroce, se gli tocchi i soldi,
l’italiano medio è buonista in pubblico e razzista in privato,
l’italiano medio si lava il c..o, ma non ha il depuratore,
l’italiano medio ha ogni diritto e nessun dovere,
l’italiano medio parcheggia in seconda fila e se protesti si inc..za,
l’italiano medio è mafioso dentro,
l’italiano medio ha sempre un amico che gli fa un favore,
l’italiano medio deve sempre ricambiare un favore,
l’italiano medio sceglie come rappresentanti altri italiani medi,
l’italiano medio induce pesantezza di stomaco e diarrea,
l’italiano medio considera privata la proprietà pubblica e, per questo, rubare al pubblico non è reato,
l’italiano medio è maggioranza assoluta nel nostro Paese,
l’italiano medio gli intellettuali li vuole organici al sistema,
l’italiano medio i giornalisti li vuole servi,
l’italiano medio i politici li vuole medi,
l’italiano medio è semilibero, lo sa e gli va bene così,
l’italiano medio è un povero cristo che ruba a sé stesso e al suo Paese e non lo sa.


via beppegrillo.it

mercoledì 26 luglio 2006

Vertice a Roma...famose ´na 'matriciana...

L'Italia, ma anche l'Europa e l'ONU.
Siamo tutti burattini che si affannano inutilmente nel teatro degli USA.
Mi chiedo che li facciamo a fare sti vertici.
La dichiarazione di Roma la Rice se la poteva scrivere da sola e mandarcela per ratifica, l'avremmo firmata senza leggere.L'unica che non voleva il cessate il fuoco, e ha vinto.Israele continua indisturbato a bombardare il Libano perche´ha l'approvazione USA, che vuole prima distruggere gli Hezbollah e poi paralre di cessare le ostilita'. Ci avete fatto caso come le due posizioni di Israele "disarmo degli Hezbollah" e degli USA "pace duratura" (ossia senza piu' hezbollah) siano le stesse, anche se con parole diverse?
Intanto bisogna prendere tempo, ingannare i giorni che ci vogliono per radere al suolo gli hezbollah e le citta' che per disgrazia gli stanno intorno....Direi altri 10 o 15 giorni....
Nel frattempo si potrebbe organizzare un vertice a Milano la settimana prossima, cosi' i giornalisti intanto scrivono qualcosa...e alla Rice dopo l'amatriciana gli offriamo un risotto allo zafferano.

E' che proprio oggi non riesco a lavorare

E allora vi propongo la lettura dell'editoriale diLeftWing

Parlando di cose serie...

in questi ultimi giorni ho sentito almento tre frasi degne di nota:

1)era un imbecille, illuminato da improvvisi squarci di imbecillità (Flaiano citato da Scalfari).
2)era proprio un amante, non ricambiato, della vita. (Vinicio Capossela)
3)A pagà e a morì s'è sempre in tempo: io sono sempre in tempo a pagà e...(mio zio a un cugino creditore).

Quando ci vuole ci vuole

Sinceri complimenti all'Internazioanle FC per la conquista dello scudetto 2004/2005.

lunedì 24 luglio 2006

Indulto: Senza Parole

Cosa si può aggiungere alla rinnovata "mafia" D'Alema-Berlusconi, evidente nella proposta del piccolo boss Mastella, con il tipico tempismo da topo di appartamento (ricordate Berlusconi nell'estate del '94 ed il colpo di spugna su tangentopoli? Mondiali, vancanze, quale momento migliore per le porcate più indegne) ? Forse che i deputati di PRC, PDCI e Verdi per una questione "morale" sono pronti a far cadere il governo sull'Afghanistan ma non aprono bocca sull'indulto salva-Previti? A questo punto chiedo (e purtroppo prevedo) la gross-koalition D'Alema-Bersluconi, due distinte persone che operano per il bene del paese, basta con le ipocrisie di facciata! Che alemno si sappia di chi è la responsabilita delle scelte e chi sono i complici. L'Italia non ripartirà finchè ci sono quei due di mezzo, i veri Gatto e la Volpe.

giovedì 20 luglio 2006

Sentenza Materazzi: uno scandalo

La sentenza FIFA che condanna Materazzi ha dello scandaloso. Nello scontro iniquo tra il re del calcio e la riserva odiata per anni anche negli stadi di casa hanno perso la testa tutti, a partire dalla stampa internazionale e fino ad arrivare, ahime', alla FIFA. Il principio che passa e´assurdo. La provocazione verra' punita solo se ci sara´reazione.Si´, perche' pensare di monitorare tutte le offese che volano in un campo di calcio, dalla mamma alla sorella, passando per la moglie e fino alla cugina, dalla pelata di uno al brutto muso dell'altro...non ci prendiamo in giro, e' una missione impossibile. Ma se qualcuno sbotta, e reagisce come Rocky Balboa in una rissa di strada,... allora e' tutto diverso, e via in difesa delle mamme oltraggiate.E quindi forza giocatori, non permettete a nessuno di insultarvi, e reagite a cazzotti. Quanto piu' piu' gli farete male, tanto piu' a lungo verra' squalificato anche il provocatore!

martedì 18 luglio 2006

Sta succedendo veramente, cazzo.

Ha ragione Amato a dire che facciamo troppi distinguo sui Israele.
Ha ragione Scalfarotto a ricordarlo.
Ha ragione Fassino.
Ha ragione anche Sofri.

Ma quando uno stato forte si difende da dei nemici atroci colpendo disgraziatissimi civili, ecco, quei distinguo vengono.
Come vengono a leggere la mail qua sotto, inoltrata a repubblica.it


Lettera da Beirut: "Fermate il massacro"

Ho appena ricevuto questa mail da una mia amica libanese, Laure Salloum, archeologa che vive a Beirut.



Miei cari Amici,
grazie per i vostri messaggi, le vostre mail e per avermi telefonato... Non so se è possibile descrivere la situazione.. siamo isolati e aspettiamo la fine. Le circostanze diventano ogni momento più intollerabili. Stanno massacrando e dilaniando il Libano nel XXI secolo, quando le democrazie del mondo chiamano i loro cittadini alla libertà di espressione, di comunicazione e di pace.
Sono stati bombardati 4 aeroporti, 7 porti, le riserve di petrolio, di benzina e di gas; le centrali elettriche, i ponti che collegano le diverse regioni. Numerose famiglie sono state uccise mentre dormivano da missili che hanno colpito le loro case. Autobus pieni di passeggeri sono stati bombardati sulle autostrade.
Tutto questo sta succedendo veramente mentre tutti guardano e nessuno reagisce.
Il Libano sta morendo: per favore fate qualcosa per fermare questa atrocità.

Marta Friel


Via repubblica.it (il giornale dei lettori)

Il pareggio di Pirro

Sarà pure un pareggio quello tra il governo e i tassinari, ma è un pareggio in cui perdono i consumatori.
E' stato liberalizzato il servzio dei taxi in Italia? La risposta è una sola: no. Non potranno nascere imprese di tassiti perché non è rimasto il divieto di cumulare licenze.Inoltre, le licenze rimarranno a numero chiuso, visto che i Comuni potranno rilasciarne di nuove solo in condizioni straordinarie, e gli enti locali sono noti per non saper resistere al peso delle lobbies.
Il bello della liberalizzazione stava qua: se nel settore dei taxi si realizzavano grossi profitti ecco che qualcuno poteva decidere di fare il tassista, partecipando ai guadagni del settore e facendo scendere il costo per i consumatori.

Verrà mai il giorno dei consumatori in questa terra?

venerdì 14 luglio 2006

Guerra, ancora guerra.

Mi tiro fuori dalla logica dei riflessi condizionati e dei giudizi del tuttologo. Io non so cosa stia accadendo in Medio Oriente. Anche per questo, ma non solo per questo, non credo che il mio giudizio possa valere qualcosa.
Ho capito che c’è stato un attacco degli Hezbollah, che hanno ucciso dei soldati israeliani sulla linea di confine con il Libano, e che per reazione Israele sta bombardando la capitale del Libano, Beirut.
Gli Hezbollah lanciano missili su una città israeliana, Haifa. L’aeronautica israeliana bombarda le infrastrutture libanesi e ha bloccato le vie di accesso e di uscita al paese.
Su tutto una profonda tristezza, e la speranza che Israele non ecceda con la scala della rappresaglia, le invocazioni alla moderazione e l'impotenza degli attori internazionali.

lunedì 10 luglio 2006

Il lavoro è una giungla?

Se il vostro ufficio è un campo di battaglia mi ringrazierete per avervi consiglaito questo link.
Diventate anche voi dei perfetti office gunners!

venerdì 7 luglio 2006

Maroni sfrucuglia Mastella

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00097
presentata da
ROBERTO MARONI
mercoledì 5 luglio 2006 nella seduta n.019

MARONI, LUSSANA e COTA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il cosiddetto «decreto-legge Bersani» sulla competitività firmato il 4 luglio 2006 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha messo a punto una serie di liberalizzazioni riguardanti molti settori professionali;
numerose si sono levate le voci di protesta, tra le quali preme segnalare quella messa in atto dai tassisti, che hanno proclamato un'astensione dal lavoro ad oltranza, con conseguente paralisi totale dell'attività dei taxi in molte città italiane, fino all'astensione collettiva già indetta per l'11 luglio 2006;
le disposizioni del suddetto decreto prevedono, fra l'altro, la liberalizzazione tariffaria degli ordini professionali e le linee guida in merito al riordino delle professioni e degli ordini, che sono di competenza del Ministro interrogato;
le norme contestate del decreto-legge non solo sembrerebbero violare le recenti prese di posizione espresse dal Parlamento europeo a favore delle professioni, ma sono state adottate senza coinvolgere in alcun modo i soggetti interessati, con l'intento magari di punire categorie professionali considerate non vicine all'attuale maggioranza di governo;
cosa ancor più grave, Lei stesso, Ministro competente, ha lamentato non solo di non essere stato consultato, ma addirittura espropriato della materia, al punto di aver minacciato l'appoggio esterno al Governo di cui fa parte -:
come siano da interpretare le Sue dichiarazioni programmatiche alle Camere, ove si rinvengono posizioni e rassicurazioni che drasticamente contrastano con i contenuti del suddetto decreto-legge, e quale sia a questo punto la posizione che il Ministro interrogato ha in merito ad un provvedimento del quale dice di essere stato tenuto all'oscuro e che, secondo gli interroganti, dietro lo schermo della tutela del cittadino consumatore stravolge il settore delle professioni in nome di un malinteso liberalismo.
(3-00097)

mercoledì 5 luglio 2006

Ho una personalità tripla

La vicenda dei tassisti mi ha fatto venire diversi commenti: li vorrei esprimere in ordine di compostezza decrescente.

COMMENTO POLITOLOGICO

Qualche tempo fa scrivevo (dimenticandomi di pubblicarlo...) che le riforme da fare prima sono quelle ad alto costo politico, perché solo all'inizio della legislatura un governo di coalizione così ampia può reggere lo scontro con le potentissime corporazioni italiane.
Quella dei taxi è una corporazione molto organizzata, con un ruolo significativo nei processi produttivi, ma tutto sommato piccola e relativamente debole: se anche si fermassero tutti il paese non andrebbe certo in rovina. Dalla fermezza che terrà il governo capiremo se sarà in grado di fare riforme più importanti.

COMMENTO DI PARTE

Le liberalizzazioni sono come le multe: è giusto che ci siano, ma guai a chi toccano. Molti politici del centro destra, specialmente in Forza Italia, facevano della parola "liberalizzazione" un totem: ecco appunto, a parole. Ora che sono all'opposizione cavalcano la protesta dei tassinari rischiando di affossare una piccola ma civile riforma. I migliori sono quelli di AN, noistalgici dello stato corporativo di fascistissima memoria. Sentiteli un po'.

12:35 Alemanno: faremo di tutto contro le liberalizzazioni
Accolto da cori "Duce, Duce", l'ex ministro alle politiche agricole Gianni Alemanno ha fatto un ingresso trionfale tra i tassisti in sciopero appena giunto al Circo Massimo, luogo della protesta. Faremo di tutto affinchè la liberalizzazione delle licenze dei taxi non passi - ha detto il deputato di An e leader della minoranza in Campidoglio - perchè è una vergogna".

3:45 Gasparri: "Errata la decisione del governo"

"Mi sono recato alla protesta dei tassisti in corso a Roma in piazza del Circo Massimo e mi sono rivolto loro perchè sono convinto che la decisione del governo sia errata". Maurizio Gasparri dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale, aggiunge che "le false liberalizzazioni che colpiscono alcune categorie, ma non intaccano i santuari delle cooperative rosse e di altri grandi monopoli, non sono credibili".

3:56 Landolfi: "C'è un doppiopesismo evidente"

Continua la protesta, al grido "buffoni, buffoni", di tassisti davanti a Palazzo Chigi. "Saremo il vostro Iraq", dice un cartello messo in bella mostra. Intanto l'ex ministro Mario Landolfi ha incontrato i tassisti protetto dalla polizia. "In questo decreto- dice l'esponente di An- non si capisce perchè le liberalizzazioni debbano cominciare dai tassisti e non dai grandi monopoli. C'è un doppiopesismo evidente. Per quanto ci riguarda faremo la nostra battaglia in parlamento e abbiamo già fatto un'interrogazione parlamentare per quanto avvenuto stamattina a napoli".

14:54 Poli Bortone: "L'11 luglio in piazza anche An"

"L'11 luglio dovremo anche noi scendere in piazza a sostegno delle giuste lotte contro la prepotenza del governo: una prepotenza inversamente proporzionale alla consistenza numerica dell'attuale maggioranza". Lo afferma l'eurodeputata di An Adriana Poli Bortone, coordinatore del partito in Puglia, la quale sottolinea che "la Destra italiana, nazionale e popolare, non può che essere al fianco dei tassisti, dei panettieri, dei professionisti, delle categorie in genere, non per conservare sterilmente il passato, ma per governare il cambiamento insieme con loro, mai contro di loro".

COMMENTO DA OSTERIA
Parassiti e lobbisti, i tassinari rappresentano al meglio il peggio dell'Italia. Sistema chiuso, nessuna concorrenza, nessuna meritocrazia. Esattamente come l'Università.
Mercoledì ho dovuto, ahimé, prendere un taxi: ho fatto 6km in 5 minuti al costo di 20 eurini tondi tondi. Quando sono sceso ho sperato che quello fosse uno dei suoi ultimi furti. Ma non è solo una questione di prezzo: è che i taxi in italia sono solubili.Qualche mese fa a Siena pioveva: Piciki, si ricorderà, doveva prendere un taxi e correre alla stazione. Impossibile. C'era da attendere almento mezz'ora...la pioggia sta ai taxi come il sole alla neve.

Teutonici

Con imprevisto coraggio e forza ci accingiamo a dirigerci in quel di Berlino. Al termine di una giornata da infarto, con la squadra del cuore che se ne va in B e la nazionale in finale. Pare che le bastonate facciano bene a un gruppo di uomini da sempre additati quali viziati e fighetti. Beh, io sono andato a letto con in mente le lacrime dell'amato Rino al fischio finale. Ripenso a quelle immagini e per un giorno sono orgoglioso della mia Italia e di chi la rappresenta. Domani, come diceva Reth Butler, è un altro giorno.

martedì 4 luglio 2006

Grazie Telecom

Finalmente l'ADSL è tornata tra le mie pareti e di questo devo ringraziare Telecom... dopo il trasloco pensò che non era giusto lasciarmi senza ADSL quindi, certa di farmi cosa gradita ha attivato alice Flat, senza dirmi nulla badate bene, era una sorpresa!
Ed io che ho fatto?
Non curandomi dei suoi sentimenti avevo già attivato un contratto con Tiscali, ma questi non poteva offrirmi nessun servizio, lo stava già facendo Telecom! Ovviamente subito pensai che mi stavano fregando, che qualcuno aveva fatto un abuso, ma la realtà era un'altra... chiamai il 187 e il simpatico ragazzo del call center mi disse che non avevano attivato nulla! Non voleva guastarmi la sorpresa che mi sarebbe arrivata nella bolletta di aprile! Infatti dovete sapere che Telecom mi attivò alice fin dal primo di gennaio! Ci tenevano proprio tanto a darmi la ADSL.. purtroppo però con il cattivo Tiscali avevo già un contratto, quindi a malincuore fui costretto a dire a Telecom di disattivare quello che mi avevano fatto loro. Non fu impresa facile, ci tenevano tanto a me, provai a chiamare tante volte ma le signorine del 187 dicevano tutte la stessa cosa "è in disattivazione...", ma intanto il cattivo Tiscali iniziava a pressarmi... per convincerla sono stato costretto a mandarle una letterina d'amore in cui le dicevo che anche i miei avvocati l'avrebbero contattata per farle tanti complimenti.. e improvvisamente.....PAFF!! Linea libera e ADSL di Tiscali attiva... Morale della favola? Le letterine d'amore funzionano sempre, meglio ancora se c'è di mezzo la parola "avvocato".....

domenica 25 giugno 2006

appunti d'Ucraina

Dal mio taccuino, arrivo a Kiev nella notte.

"Strade lunghe, larghe, monumentali.Dritte e monotone fino all'infinitoLl'asfalto luccica di un viscido arancione sotto la fila di lampioni marziali. Sono strade buone per enormi file di veicoli militari o per degli incubi dove tu scappi scappi a diritto e hai sempre qualcuno dietro. L'Unione Sovietica come me la facevano immaginare da piccolo".

La delegazione ufficiale italiana ai ministeri ucraini: tema all'ordine del giorni è lo scambio di opinioni sull'immigrazione ucraina in Italia.
"Ore dodici e trenta; il nostro interprete fa un colpo di mano, smette di tradurre e chiede di parlare in qualitá di presidente di un'associazione di immigrati ucraini. Bando ai discorsi politico-diplomatici, comincia a parlare dei problemi concreti dei suoi con
ttadini. Pochi consolati con staff ridotti, irriconoscbilitá dei titoli di studio e della patente, addirittura le salme che é troppo caro spedire in patria. Il sogno di ogni immigrato comune; raccontare i suoi casini di fronte ad un plotone di dirigenti ministeriali costretti ad ascoltare dal protocollo. Se questo non é dar voce a chi non ce l'ha..."

Retaggi del totalitarismo? (anche in Ucraina era così)

Esportare il lenzuolo

"Nelle ore fatali in cui l'Italia si batterà per Costituzione e Qualificazione (potrebbe essere l'embrione di un nuovo partito?) chi scrive continuerà la sua battaglia privata e del tutto irrilevante contro uno dei flagelli minori inflitti al mondo dalla peraltro civilissima nazione tedesca: il piumone d'oca. Dopo quasi tre settimane di nomadismo mondiale, rimbalzando da albergo ad albergo, da treno a aereo, da panino a panino, la mia personale battaglia contro questa diabolica invenzione che la Germania impone agli ospiti con teutonica pervicacia è quasi persa. A ogni mio tentativo di reintrodurre la civiltà del lenzuolino e della copertina, la polizia del piumone prontamente interviene per riportare l'oca sul letto, lasciando l'ospite nella scelta fra il dormire ignudo, offrendo a sé stesso spettacoli non entusiasmanti o fare la sauna nell'afa di questi giorni sotto un soffice manto concepito da popoli nordici per difendersi dal gelo. Come quel mammut del delizioso film di animazione "Il Disgelo" che era convinto di essere un furetto perché era cresciuto tra i furetti, così i tedeschi sono persuasi di essere una tribù nordica, anche quando si abbatte sulla valle del Reno il martello della calura umida estiva, oltre i 30 gradi.

Ho tentato di dormire con sovraccoperte, soltanto per vederle scomparire il giorno dopo, nascoste da inservienti stravolte al pensiero che qualcuno potesse usarle per dormirci sotto. Ho usato la fodera del piuminio, svuotata, come sacco senza pelo, ritrovandola alla sera prontamente reimbottita. Ho cercato di dormire tra il materasso e il coprimaterasso, combattendo con l'elastico che lo tiene fermo, impossibile. Inutile implorare il manager e la responsabile del piano per ottenere altre soluzioni. Il piumino non si discute, mancia o non mancia, si soffre.

Nell'attesa ansiosa di scoprire se domani, lunedì, l'Italia avrà avuto il coraggio di dire un doppio No all'Australia e a Calderoli, mi sono arreso. Ho acquistato un lenzuolo (azzurro, giuro) nel massimo grande magazzino del Paese, il KaDeWe di Berlino, che ora porto con me come una reliquia, per stendermelo sopra, evitando la ripugnante nudità e la soffocante imbottita.

Ma ogni mattina devo ricordarmi - vendetta della moglie lontana - di ripiegarlo e nasconderlo in valigia, rimettendo al suo posto il tormentoso piumino, prima che la cameriera faccia sparire quella vergogna che potrebbe corrompere generazioni di futuri viaggiatori, e soprattutto i bambini, dimostrando che il concetto modulare e democratico di lenzuolo, coperta, e coperta pesante se necessaria è infinitamente più astuto del "tutto o niente", del gela o friggi, imposto dall'odioso piumino.

Probabilmente non riuscirò a fare quello che neppure le legioni di Varo poterono fare e civilizzare la Germania che dorme, ma è tempo che un movimento di autentici liberali, di sinceri democratici armati di lenzuola e coperte, di neo-len fedeli al lenzuolo, marci sulla Vecchia MittelEuropa per rifare i letti e riportare la lenzuolocrazia, abbattendo l'odioso e totalitario regime del piumone".

(Vittorio Zucconi)
Repubblica.it

mercoledì 21 giugno 2006

Sottile allusione

Questo
uomo è il miglior politico d'Italia, senza dubbio.

mercoledì 14 giugno 2006

Viaggetto

un po' per lavoro e un po' per sport l'Oste se ne va in Ucraina fino a Domenica. Come al solito le previsioni del tempo non sono incoraggianti: dovrebbe piovere quattro giorni su quattro.
Vi lascio le chiavi dell'osteria: scrivete ciò che volete ma non fate troppa connfusione, eh?

lunedì 12 giugno 2006

Partite (universitarie) truccate

Proprio il fatto che questa sia presentata come una notizia edificante ci dà la misura dello squallore della mentalità italiana.
C'è un bravo giocatore di pallavolo che smette di giocare per fare un dottorato: ok, ok, l'attaccamento alla scienza è senz'altro commovente.
Il fatto è che il concorso di dottorato non c'è ancora stato, e lui parla come se già l'avesse vinto.
Anzi, lui sa già di averlo vinto.
E a nessuno sembra pazzesco.

Sono un privilegiato

In questo momento Prodi Parisi e D'Alema mi stanno invidiando. Schiattano proprio.
Loro hanno responsabilità di governo, io invece scrivo su un blog. La differenza?
Posso dire che i comunisti italiani mi hanno già rotto le palle.
Ma è possibile che si richieda il ritiro dall'Afghanistan sulla base del fatto che "Oggi l’Afghanistan è più pericoloso dell’Iraq, la coalizione americana controlla a malapena la capitale, tutto il resto è in mano ai signori della guerra. Karzai mi ricorda il governo fantoccio di Saigon prima della vittoria dei Viet-Cong. Che ci stiamo a fare noi lì?"
Magari a far si che i signori della guerra non prendano anche Kabul?

sabato 10 giugno 2006

E del conto...Me ne frego!

Pare che a Dalkey, Iralnda, esista una fascistissima pizzeria dove è possibile scegliere i seguenti piatti:
1. antipasto: bruschetta del Duce
2. piatto principale: pizza del camerata
3. contorno: insalata di Mussolini.
4. Dessert: panna cotta di Donna Rachele.

Pare che ci sia stata ua mia amica.

Via emiliapaoletti.it

mercoledì 7 giugno 2006

Come in un telefilm americano...

E' successo Sabato, tra le 15 e le 22. Precisamente nella via dove abito, all'altezza del numero 123. Il colpevole mi ha cocciato la macchina, e approfittando delle condizioni favorevoli è fuggito, sperando di far perdere le proprie tracce.
Dopo alcuni giorni ho diffuso un appello per cercare testimoni, ed ecco che...squilla il telefono.

Oste: "Pronto"
X: "E' lei...quello della macchina?"
Oste: "Si, mi dica"
X: "Io c'ero...è stato Pardini Giovanni (nome di fantasia). Era a bordo di una Uno bianca. Poi è scapato".
Oste: "Ma lei ha visto tutto?"
X: "Si, volevo fermarlo ma non ci sono riuscito".
Oste: "Ehm..testimonierebbe davanti al giudice di pace?"
X: "Io, ehm, io...sono una persona, ecco, conosciuta...Oste: "Quindi non uò dirmi il suo nome, immagino"
X: "No. Preferisco rimanere anonimo. Arrivederci."

Pezzo vecchio fa buon brodo

Secondo Alesina sono 15 anni che l'Italia è in declino: 17, se teniamo conto che questo l'ha scritto quasi due anni fa e il trend non si è ancora invertito.

Perché il calcio italiano fa così schifo?

Secondo Mattia Feltri perché è lo specchio dei nostri valori: si truccano le partite come si parcheggia in doppia fila.

Qualcuno meno pessimista?

giovedì 1 giugno 2006

Messa giù dura

Ha detto la Banca Mondiale che l'Italia di Prodi andava meglio di quella di Berlusconi.
Più correttamente, secondo una serie di indicatori della Banca Mondiale l'Italia ha recuperato credibilità economica dal 1996 al 1998 e ne ha perso dal 2002 al 2004.

mercoledì 31 maggio 2006

Crimini popolari?

Hanno destato scalpore le parole del Papa secondo cui l'olocausto sarebbe il frutto di un gruppo di criminali che ha ingannato il popolo tedesco.
Il peccato del Papa sarebbe quello di negare le colpe dei tedeschi, che secondo una recente e versione storiografica sarebbero stati ben lieti di poter massacrare qualche milione di ebrei. Nell'opinione dei critici addossando l'intera colpa ad Hitler ed ai gerarchi nazisti il Papa sottovaluta la dimensione collettiva della tremenda vergogna.

In realtà il discorso di Benedetto XVI non rivela l'ignoranza della storiagrafia ma una concezione decisamente elitista della politica.
Condivido il punto: dare la colpa ad un popolo non ha alcune senso. Intato le colpe sono sempre individuali. Magari di molti individui, ma mai collettive: altrimenti si cade nell'errore logico che porta al razzismo. E poi sono convinto cha anche oggi le elite riescano a manipolare le folle, le loro azioni, i loro pensieri e le loro coscienze. Ci hanno fatto digerire il diritto alla guerra preventiva e ci fanno chiamare danni collaterali le vittime innocenti di paesi che percepiamo come inferiori. Figurarsi che poteva fare Hitler negli anni 40.

Sul tema c'è un buon articolo di Filippo Facci ed altri su corriere e lastampa.it.
Sulla controversia storiografica si veda il "Goldhagen debate"

martedì 30 maggio 2006

il coraggio di provare a vincere

E' successo quello che si temeva dalle mie parti, la Moratti ha vinto a Milano, nonostante una forte avversione da parte di gran parte dell'opinione pubblica milanese verso il personaggio. Non è un caso che gli ex-ministri come Buttiglione e Alemanno abbiano fatto un risultato così miserevole. Anche la Moratti non avrebbe vinto se il CS avesse avuto il coraggio di presentare un nome forte, del livello di Veltroni, per intenderci, e non un ex-questore sconosciuto ai più e perfino inviso a parte del CS più a sinistra (diversi di Pdci e Rifondazione hanno preferito astenersi, piuttosto che votare colui che li faceva caricare alle manifestazioni...).
Nel Lombardo-veneto il CS sono anni che in realtà non ci prova nemmeno. Oltre che a mancare di proporre una nuova immagine, non ricordo di un solo nome veramente di richiamo presentato in lizza dal CS in Lombardia. Vincere a Milano (anche grazie alla scelta della Moratti del CD, questa volta si poteva sul serio farcela), sarebbe stato un dato clamoroso,che avrebbe potuto dare inzio ad una nuova tendeza. Ma in realtà il CS si è dato perdente in parteza, come per la Regione. Poi ci si chiede perchè il Nord è in mano alla CD, se uno non ha il coraggio di provare a vincere, non vincerà mai.
PS Della Sicilia è inutile commentare, se non che Cuffaro si sa chi è e faceva bene a non presentari, ma la colpa maggiore è dello statista Casini e co. che l'hanno riproposto, oltre che del popolo siciliano che, penso, non sia mai sceso così politicamente in basso da votare in tutta la regione un mafioso. Che brutta immagine, per loro, e per l'Italia.

lunedì 29 maggio 2006

A grandi passi verso la modernità

CASSAZIONE: NON PIU' "AUTOMATICO" COGNOME PADRE A FIGLIO

Il cognome dei padri non deve essere imposto se lede il diritto dei figli naturali ad essere se stessi: la Cassazione spezza una lancia a favore della parita' tra uomo e donna in famiglia. Con una sentenza, che non ha precedenti, la Cassazione ritiene "non piu' attuale" il criterio di trasmissione del cognome assolutamente affidato a rigidi meccanismi automatici e ritiene ormai indifferibile un intervento del Parlamento che adegui la disciplina sul cognome alle mutate esigenze di una famiglia che ormai da tempo non si ispira piu' al modello patriarcale, ma che sia anche in grado di conciliare il diritto all'identita' personale della famiglia legittima con lo stesso diritto di quella naturale.

Repubblica.it

venerdì 26 maggio 2006

Questa è buona

"Non aveva idee e non ne sentiva la mancanza".
Questa frase di Flaiano è davvero elegante e versatile: io, per esempio, la vedrei bene per Mastella.

Ore 17:50: è morta una parte di me...

In questo blog siamo soliti discutere di cose "serie"...Mi permetto di divagare un attimo, giusto per esporre le terribili sensazioni che mi hanno colpito questo pomeriggio...
Oggi è divenuto ufficiale (si sapeva già, ma speri sempre che sia solo un brutto sogno) che uno dei giocatori che ho amato alla follia lascerà la mia squadra... Qualcuno mi darà dello sciocco, soprattutto col clima che si respira in queste settimane...Beh, al di là delle "compravendite arbitrarie", il gioco del calcio è fatto di emozioni, di pianti, di gioie, di ricordi, di tensioni insopportabili, di "ma chi me l'ha fatto fare", di rigori al cardiopalma...
Da piccolo ho pianto quando sentii annunciare al mio idolo, tale Marco Van Basten da Utrecht, che le sue caviglie, alla tenera età di 29 anni non gli permettavano più di dare calci ad un pallone, pensai a quanto era crudele il destino che ci toglie coloro che riescono a farci sognare... Pensai che mai nessuno me lo avrebbe fatto dimenticare... Poi un bel giorno arrivò un giovane ragazzo dell'est che al di là del gioco dimostrava tanta buona volontà...una faccia pulita, due occhi limpidi, movenze uniche... In pochi mesi quel giovanotto mi conquistò... E insieme ne abbiamo passate tante... di belle, bellissime e meno belle... Oggi ho sentito le sue parole, quelle scuse approssimative, quel viso un po' colpevole... e mi è crollato il mondo addosso... Che ne farò della maglia che ho nell'armadio e che porta impresso il suo nome? La getterò? La brucerò come talvolta si fa con le lettere di una ragazza che ti ha tradito? O la riporrò in uno degli angoli più remoti della mia camera, per rimirarla, semmai, con maggior lucidità tra qualche anno?
E mi ritornano attacchi di misoginia, per le mogli cattive che decidono la vita del marito, che lo costringono ad abbandonare un popolo, una città nella quale era considerato (lui sì) un Imperatore...E penso ai suoi figli che avrebbero potuto frequentare scuole eccellenti anche a Milano, dove sarebbe stato possibile per loro imparare la tanto agognata lingua inglese della madre...E penso al mio idolo, che fra due o tre anni poteva dare l'addio al calcio e trasferirsi dove più gli piaceva e crescere i figli come riteneva più opportuno...ma solo fra un paio d'anni, solo dopo aver gioito ancora insieme, solo dopo aver segnato ancora qualche gol, solo dopo aver combattutto altre battaglie con quella gloriosa maglia n. 7... E invece no, un nerboruto petroliere russo me lo porta via e con lui tanta passione e infiniti ricordi... Beh, così è la vita... Se ti incrocerò in tv, però, con quell'orribile maglia blu indosso, cambierò canale, non sopporterei di vederti esultare per tifosi che non sanno neanche quante decine di gol hai segnato, per un pubblico "trendy" che poco ha a che vedere con la passione di questo sport...
Chiedo ancora scusa per questo sfogo, per ciò che lo ha causato... chiedo scusa a coloro che leggendo storceranno la bocca... Ma anch'io riconosco che come popolo noi italiani abbiamo questi stupidi eccessi che ci portano ad essere tristi per un uomo in calzoncini che rincorre una palla...
Mi mancherai Andrij.

La politca univesitaria

...secondo un esperto professore finlandese

"University politics is so harsh beacause the stakes are mean. Who is going to give the keynote speech? Who will get that office? Someone can kill for that".

giovedì 25 maggio 2006

An Amnesty by Any Other Name ...

Non mi ricordo dove, tempo fa, mi sono trovato in una discussione sul rapporto tra leggi e immigrazione. Sostenevo che, se la geografia non aiuta, ci sono poche vie per controllare il numero di immigrati che entrano in un paese.
Portavo ad esempio gli Stati Uniti, il fallimento delle loro politiche di contrasto all'immigrazione illegale dal Messico e la attuale presenza di molti irregolari. Mi risposero che negli USA non era un problema delicato, e dato che non esiste un welfare universalistico nessuno si preoccupava troppo dell'argomento.
Alla faccia del non problema.
Il mio interlocutore, forse trascinato dall'amore di polemica, stava prendendo un granchio pazzesco. In meno di un mese si e' avuta la protesta degli irregolari, la scelta della Chiesa di aiutare i cladestini, e la proposta di mega sanatoria mascherata che il senato americano sta per approvare.

martedì 23 maggio 2006

Tornare

Ha un suono strano questa parola, un cocktail di dolce e amaro mischiati in dosi sempre diverse. La festa è finita, la musica spenta, hanno già pulito e tolto anche i festoni: ma ti sei dimenticato qualcosa, e la sera del giorno dopo sei tornato nella sala ormai deserta. Quasi non la riconosci più, vero? Eppure in ogni angolo c'è un bel ricordo, una risata, una bevuta, una bella ragazza...Che ne è di quella atmosfera frizzante? Svanita, rimane solo nel ricordo.
Come è brutta questa sala di cemento, di orpelli barocchi e finti, di sedie monche.
Così mi sento a Siena, cari amici miei.

domenica 21 maggio 2006

una entrata in tackle

Ci vorrebbe il vecchio Paul Ince, per risolvere i problemi del calcio italiano. Bando alle chiaccherre: zack, una entrata dura e decisa sulla questione una volta per tutte. Che significa: via Lippi, dentro Zoff, che almeno se si perde ai mondiali, si perda con onore e passione, non con schifo ed ignominia, che il vecchio Dino la faccia ce la mette, perchè è un vero uomo, come si è visto come non l'ha mandata a dire al Berlusca "Delirous Zidanae", altro che! E dopo lo vorrei come presidente della FIGC (in questo momento penso anche ad un altro, ad una persona che purtroppo non c'è più, Scirea). Poi, Collina presidente degli arbitri italiani, e anche qui magari l'immagine miglora. Sorteggio integrale degli arbitri, vero e riconosciuto professionismo e, come per le squadre, se nel gruppo arbitri qualcuno durante il campionato non si dimostra all'altezza, l'anno dopo lo si manda in serie B.
Se le indagini confermano quello che si legge, Lazio e Fiorentina in B, Juventus in C1 con penalizzazione di 9 punti (ma perchè forse nel club nessuno sapeva, neanche quel piccolo squalo-che si farà, anche se ha le spalle strette- di John Elkan? Loro sì che potevano intervenire subito, mandando a casa 'sta gentaglia anni fa!). Milan penalizzato di 9 punti (anche qui, forse Galliani-che si DEVE dimettere al più presto- non sapeva che il suo dirigente Meani ci "provava" con arbitri e guardialine? Ma mi faccia il piacere, mi faccia!).
Ma tanto, qualcuno, ridendo pacioso, voleva offrire l'incarico a Letta, così che poi il calcio diventava un affare comlpeto di B (sappiamo quanto lui, da vero liberista, ami i monopoli). A me non ha fatto ridere per nulla.Non cominciamo subito a fare i coglioni (tipo: "D'Alema, Dialogo con l'opposizione". Detto da lui, mi fa venire un brivido sulla schiena), per quello, c'è tempo.

sabato 20 maggio 2006

Su Cuba.

Su Macchianera mettono insieme qualche numero su Cuba, concludendo che le condizioni di vita degli abitanti sono assai migliori di quelle dei loro vicini latino-americani. Su altri blog discutono appassionatamente che considerazioni trarne.

Eh, dura la vita per chi vuole avere sempre un giudizio riassuntivo.

Via Macchianera e Rolliblog.

venerdì 19 maggio 2006

Volevo ben dire...

Fabio Giambrona, altro senatore Idv, aggiunge: «Voteremo la fiducia perchè non ci sentimao di assumerci questa responsabilità di fronte al Paese, anche se resta il dissenso rispetto alla scelta» di non nominare un ministro per gli Italiani nel mondo.

Repubblica.it

giovedì 18 maggio 2006

Cari senatori vi scrivo...

Egregio Senatore De Gregorio,
Egregio Senatore Giambrone,

chi le scrive è Federico Russo, un povero elettore del centrosinistra e dell'Italia dei Valori. La sua minaccia di non votare la fiducia al nascituro governo mi sta facendo pentire amaramente del voto che ho dato al suo partito: come non capire che questa minaccia mina non solo la credibilità, ma anche la forza futura del centrosinistra? Quale miopia può spingerla a barattare la salute del governo per la creazione del ministero degli Italiani all'Estero?

Lei è un politico navigato, e sa che se vincerete questa battaglia il paese perderà la guerra: sarà chiaro che il Re è nudo, e tutti potranno minacciare un gesto estremo per ottenere quello che vogliono, ad ogni ora. Per quanto dovremmo assistere a questo desolante spettacolo? Vi abbiamo mandato al governo per avere serietà: vi prego, non trasformate tutto in farsa.

Con fiducia,

Federico Russo

P.S. E-mail inviata giovedì 18 alle ore 20.35

Come non detto

Ultim'ora da republica.it

19:28 Due senatori di Idv pronti a non votare fiducia

"Domani potremmo anche non votare la fiducia al governo Prodi". Lo annunciano due senatori dell'Idv, Sergio De Gregorio e Fabio Giambrone, scontenti del fatto che sia stato eliminato il ministero degli Italiani all'estero: "Abbiamo deciso che domani da parte nostra ci potrebbero essere anche delle reazioni scomposte qualora non venga accettata la nostra richiesta di ripristinare il ministero per gli Italiani nel Mondo così com'era prima delle elezioni".

mercoledì 17 maggio 2006

perdete ogni speranza, voi che entrate

Dopo 5 anni di rospi ingoiati quasi quotidianamente e di accuse di mancanza di serietà, quando questa sarebbe dovuta esser finalmente arrivata al governo cosa succede? Un mese di contrattazioni dovute non alla voglia di impegnarsi, partecipare alla nascita del paese, ma di partecipare a quella della nuova tavola-che si chiama stato, quindi tutti noi, cannibali!-imbandita per vecchi e nuovi commensali.
Oggi si ha avuto il risultato. Pochi, pochissimi i ministeri assegnati con un minimo di logica che tenesse conto di competenza, idee e voglia di fare, molti, moltissmi quelli assegnati per logiche che esulano dall'idea di fare il meglio per il paese. Tutto ciò mentre, dopo la finanza, le grandi industrie e le banche anche il calcio mostra a che punto di marciume questo paese è finito. Roba veramente da vergognarsi di essere italiano, che ti tocca nella dignità, nel profondo della propria concezione di se stessi come comunità civile.
E di fronte a tutto ciò cosa fa la serietà la governo? Che messaggio lancia? Quello di chi fa il moralizzatore quando è povero e poi, appena diventato ricco, indugia negli stessi peccati che fino al giorno prima considerava mortali. Non un segno, un gesto, niente. Subito a rassicurare Berlusca, "non saremo vendicativi", ma de che? Cosa vuol dire? B. è un cittadino come gli altri! In 5 anni non hanno voluto capire niente, perchè in fondo gli fa comodo così.
Intanto la nave affonda sempre di più. Mi sa che io faccio il topo, unico ruolo e finale degno in mezzo a questa ciurma ubriaca di se stessa e di potere.

Perché mi sono fissato con il programma?

Molti hanno ironizzato sul lungherrimo programma dell'Unione e sulle prime liti per la lotta ai ministeri. Molti hanno detto che i programmoni non servono a nulla: "meglio indicare 4 o 5 punti da portare a termine dubito". Dal canto suo Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera del 1° Maggio, invitava Prodi a far nascere un governo con ministri riformisti ed autorevoli senza tener conto dei ricatti dei partitini.
Sono due posizioni sonoramente sbagliate.
I programmi sono importantissimi quando si affrontano due coalizioni, perché offrono agli elettori due pacchetti tra cui scegliere: in altre parole danno maggior potere ai cittadini, offrendo anche uno strumento per valutare a posteriori il perseguimento degli obiettivi che si erano prefissati. Un programma che copre molti argomenti offre più controllo ai cittadini, non meno. Certamente le varie promesse non devono essere contraddittorie (ad esempio meno tasse e più spesa pubblica) e devono essere abbastanza precise.
Ovviamente i programmi vanno rispettati, cioé vanno tradotti in decisioni. Per fare questo il governo deve affrontare vari problemi ma il principale può sintetizzarsi così: sopravvivere. Un governo composto da tanti partiti non può dimenticarsi delle regole della politica: non scontentare troppo i partitini può essere necessario per rimanere in carica ed avere un chance di realizzare le promesse che ha fatto.

martedì 16 maggio 2006

Un anticipo sulla letterina...

Tra poco nascerà il governo: io gli scriverò una letterina come quelle che si scrivono a Babbo Natale. Sarà una lista di cose che credo fondamentali, e su cui in un modo o nell'altro il governo si è impegnato (vedi il programmone). Quando il governo Prodi cadrà (cadrà, cadrà) vedremo quante ne avrà affrontate.
Ne anticipo una, che non so se è scritta nel programma ma di cui tempo fa si è parlato molto: liberarsi di quella massa di cialtroni che stanno all'Alitalia, privatizzandola. Non ne posso più di vedere lavoratori e dirigenti che si danno addosso mentre il governo tappa le falle del bilanco con i nostri soldi.
Perché, chiedeva un uomo saggio, dobbiamo finanziare l'inefficienza come clienti e come contribuenti?

lunedì 15 maggio 2006

E intanto gira e va...

Il fascino del ciclismo assomiglia un po'a quello del pugilato: la salita ed il ring non permnettono bluff troppo lunghi, ed alla fine i rapporti di forza vengono alla luce. Le salite emettono sentenze ineluttabili, e per questo drammatiche: rivalità costruite sui giornali e dagli sponsor possono evaporare a 4 chilometri dall'arrivo, sulle rampe secche del colle di giornata.
Di solito la prima salita del Giro d'Italia non incorona nessuno, ma fa lo sgambetto ai coridori che non possono vincere la maglia rosa. La tappa di ieri, Civitanova Marche-Maielletta, primo arrivo in salita della corsa, ha dato risposte più precise del solito.
Simoni e Salvoldelli non vinceranno questo Giro, e non ne vinceranno nemmeno altri: i due pluridecorati si sono mostrati indifesi contro la potenza dei nuovi campioni. Non è la vecchiaia a sminuirli oggi, ma la mancanza di corridori di livello a consentirgli le vittorie di ieri.
Basso, lo si sapeva, è il primo candidato a vincere questo Giro e a diventare il punto di riferimento assoluto per le corse a tappe. Sembrava l'unico professionista capitato per caso in una corsa di dilettanti.
Cunego, il giovane vincitore del Giro del 2004, è tornato in forma: ha uno scatto invidiabile, è combattivo, e ieri avrebbe fatto il vuoto come due anni fa. Solo che due anni fa Basso non c'era.

giovedì 11 maggio 2006

Giustizialisti da osteria

Le intercettazioni calcistiche che sono state pubblicate mi hanno fatto vergognare. Non di essere un mezzo tifoso Juventino ma della nostra indifferenza verso le ingiustizie e dello spirito partigiano che ci pervade.Per esempio Paolo Luti su LeftWing si lancia in una appassionata ma pretestuosa difesa di Moggi, che in realtà sarebbe un articolo contro i giustizialisti da bar sport. Va bene il garantismo, va bene la cautela, va bene, certo: ma vogliamo o no che sia fatta giustizia? Vogliamo che qualcuno accerti se ci sono state irregolarità anche ne campionato? Vogliamo vedere se la Juventus si merita qualche sonora punizione sportiva? Sembrare scafatissimi ad ogni porcheria è uno dei capi evergreen dell’abbigliamento italiano di classe, ma vogliamo capire che è il nostro più grande limite?
I tifosi della curva juventina si sono limitati a rispondere con dei cartelli: “La Triade non si tocca” o “Guariniello pezzo di m....”. E’ un riflesso condizionato. Non fanno lo stesso i sostenitori di un qualsivoglia partito italiano? Se pure il loro leader fosse condannato per un qualsiasi reato nessuno gli chiederebbe conto: basterebbe rispondere “giudici corrotti”.
Il folle periodo di Mani Pulite è stato diverso, ma è durato poco: oggi purtroppo, siamo ancora più scafati. E chi vuole giustizia è chiamato “giustizialista”.

lunedì 8 maggio 2006

Presidente della repubblica: con il cuore a centrodestra

Oggi potrei scrivere la mia ennesima lettera antiberlusconiana, sottolinendo l'assurda gravita' dell'"invito" del Nostro allo sciopero fiscale.
Invece non lo faro', e anzi, come mai mi e' capitato se non al fine di prenderlo per il culo o maledirlo, lo citero'.
Infatti, da elettore del centrosinistra, vorrei un presidente della Repubblica con il cuore a centrodestra.
Nel contesto di una campagna elettorale dai toni esagerati, di una vittoria elettorale di misura , e di premier e presidenti delle camere al centrosinistra (legittimamente, ci mancherebbe), un presidente della Repubblica che provenga dall'ambiente dell'opposizione servirebbe.
Servirebbe come atto tangibile per unire e distendere, per porre fine alle tensioni e iniziare a lavorare, per far ripartire il Paese presto, senza altre inutili guerre di religione politica.
In fondo, a parti invertite, e' quello che accadde nella scorsa legislatura con Ciampi. Ciampi sara' anche stato un caso particolare, ma i risultati del suo mandato sono sotto gli occhi di tutti.
Ora, ne' Letta ne' Bossi (i due nomi che circolano in casa centrodestra) sono persone adatte all'incarico. Non sono accetabili. Il primo e' serio e rispettabile, ma e' stato per anni e anni (e lo e' tutt'ora) il braccio destro di Berlusconi, il suo assistente particolare. Ma ve lo immaginate un colloquio al telefono tra il presidente della Repubblica super partes e il suo datore di lavoro capo dell'opposizione? Bossi, con il suo curriculum di vilipendio alla bandiera, inni alla secessione e insulti a roma ladrona...non merita una riflessione seria.
Se esiste pero' un candidato di alto livello, di estremo rispetto delle istituzioni, con il cuore a centrodestra ma che possa davvero essere super partes il giorno dopo l'elezione, e' il momento di tirarlo fuori.E per la sinistra, e' il momento di pensare seriamente a votarlo.